PERUGIA – Dopo oltre duemila anni, Le Troiane di Euripide continua a parlare con una forza sconvolgente al nostro presente. Nasce da questa urgenza “Le Troiane a Gaza”, il nuovo progetto di Rinoceronte Teatro in scena il 20 e 21 giugno, alle 19, presso il Chiostro della Cattedrale di San Lorenzo, all’interno della manifestazione nazionale Monumenti Aperti.
Gaza — un luogo reale e al tempo stesso simbolico, dove la tragedia antica si fa presente, incarnando il dolore senza tempo delle vittime della guerra. In scena un popolo di donne: corpi e voci consumati dal fuoco, dalla fame, dall’attesa. Donne che non combattono ma che resistono, ricordano, raccontano. Intorno a loro, il silenzio della distruzione, il rumore del mare, l’eco di decisioni prese altrove. Un grido contro l’assurdità della guerra e della legge del più forte. Una riflessione sulla pace come urgenza e responsabilità collettiva. Un’opera che si rivolge alla comunità. Euripide scrisse Le Troiane nel 415 a.C., all’indomani di un massacro. Oggi, in un tempo in cui le immagini di distruzione tornano ogni giorno sugli schermi, quelle stesse parole risuonano con una precisione che fa paura. Il dolore delle Troiane è il dolore di Gaza, un urlo che non può restare inascoltato.
Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria ha dichiarato: “Le Troiane a Gaza” porta nel cuore di Perugia una tragedia antica che parla al nostro presente con una forza che interroga le coscienze. Euripide racconta il dolore delle donne, dei vinti, delle vittime senza voce. Oggi quelle parole attraversano i secoli e ci consegnano un messaggio: la guerra colpisce prima di tutto i corpi, le famiglie, le comunità, la vita quotidiana delle persone. Gaza è un luogo reale e un simbolo del nostro tempo, è il nome di una sofferenza che interpella le coscienze, le istituzioni, la cultura, ogni cittadina e ogni cittadino. Davanti al dolore dei civili, davanti alla fame, alla paura, alla distruzione, la parola pace diventa protezione della vita, rispetto della dignità umana, rifiuto della legge del più forte. Il teatro, in questa cornice, svolge una funzione pubblica, crea comunità, apre uno spazio di ascolto e trasforma il dolore in consapevolezza e la consapevolezza in responsabilità. La scelta di coinvolgere, accanto alla compagnia di Rinoceronte Teatro, persone della società civile attraverso l’Open Call per la Pace rafforza questo valore. Desidero ringraziare Rinoceronte Teatro, il regista Gianluca Iadecola, le attrici, gli attori, il compositore delle musiche di scena, tutte le persone coinvolte e l’Isola di San Lorenzo per la collaborazione. Questo progetto dimostra che la cultura è presidio di umanità, strumento di dialogo e spazio vivo di democrazia. La Regione Umbria riconosce e sostiene il valore di iniziative capaci di parlare alla comunità con profondità, rigore e coraggio. Da Perugia, da questo chiostro, arriva un messaggio di pace e di responsabilità comune dove la cultura è una delle strade più alte per renderla visibile, concreta, condivisa.
Fabio Barcaioli, assessore alla Pace della Regione Umbria, ha detto: “Il lavoro portato avanti da Rinoceronte Teatro si colloca in piena sintonia con quello che stiamo facendo come Regione Umbria sui temi della pace, della solidarietà e della tutela della dignità umana. Come assessore alla Pace non posso che accogliere e sostenere un’iniziativa che invita a riflettere sulle conseguenze dei conflitti attraverso il linguaggio della cultura. In questi mesi l’Umbria ha aperto le proprie porte alle famiglie palestinesi e ha cercato di offrire il proprio contributo con gli strumenti a disposizione. Dobbiamo continuare a promuovere una cultura della pace e del dialogo. I dati diffusi dalle Nazioni Unite restituiscono la dimensione della tragedia umanitaria in corso. Tra il 7 ottobre 2023 e il 6 maggio 2026, nella Striscia di Gaza sono stati uccisi 72.619 palestinesi e altre 172.484 persone sono rimaste ferite. Purtroppo i numeri parlano da soli”.
E’ intervenuto anche Fabrizio Croce, assessore agli Eventi del Centro Storico, dichiarando: “Con Monumenti Aperti la storia della nostra città prende vita grazie alla magia del teatro. Questo evento ci ha mostrato, nelle precedenti edizioni, come la fusione tra performance dal vivo e patrimonio storico possa trasformare una semplice visita in un’esperienza unica ed emozionante. Quest’anno, questo legame si farà ancora più profondo con un vero e proprio spettacolo teatrale interamente dedicato al tema della pace, un momento di riflessione profonda e una traccia preziosa per il domani: vogliamo che l’arte e la cultura continuino a essere le chiavi per riscoprire e valorizzare la bellezza della nostra comunità.”
Queste le parole di Chiara Calzoni, consigliera del Comune di Perugia: “Le Troiane a Gaza ci ricorda che la guerra non è mai un fatto astratto o lontano: ha sempre il volto delle persone, delle donne, dei bambini, delle famiglie che ne subiscono le conseguenze. La forza di questa rappresentazione sta nella capacità di utilizzare un testo antico per interrogare il nostro presente e la nostra coscienza collettiva. Credo che la cultura, il teatro e l’arte abbiano il compito fondamentale di aiutarci a comprendere la complessità del mondo, a coltivare empatia e a costruire una cultura della pace. Ringrazio Rinoceronte Teatro, tutti gli artisti, i cittadini che hanno scelto di partecipare e le istituzioni che hanno sostenuto questo progetto, che arricchisce il programma di Monumenti Aperti e offre alla nostra comunità un’importante occasione di riflessione, dialogo e partecipazione.”
Il regista Gianluca Iadecola: “In questo tempo di conflitto globale, che Papa Francesco chiamava la Terza guerra mondiale a pezzi, al Rinoceronte Teatro ci siamo chiesti: cosa possiamo fare noi cittadini della polis, per la comunità? Oggi, che senso possiamo dare al teatro?. Da queste domande è partito un viaggio di ricerca. Abbiamo eletto a nostra guida Euripide. Abbiamo scelto Euripide perché 2500 anni fa, da vincitore, ha raccontato la guerra dando voce alle vittime. Nasce così il progetto Le Troiane a Gaza.
Mentre parliamo a Gaza ci sono donne, uomini, bambini terrorizzati dalla guerra, che patiscono ogni genere di violenza e privazione. E muoiono, a decine di migliaia. Nel silenzio del Mondo che guarda attonito, che assiste sgomento allo smantellamento delle Istituzioni Internazionali. Noi abbiamo provato a dar loro voce attraverso il teatro. Ci sentiamo vicini alle vittime, palestinesi e israeliane, insieme. Perché ogni essere umano merita di vivere un’esistenza pacifica. Nei mesi scorsi abbiamo lanciato una Open Call per la Pace: un invito aperto a chiunque sentisse l’urgenza di dare voce alle istanze della pace. Hanno risposto in tanti — studenti, insegnanti, professionisti, pensionati. Abbiamo creato uno spazio di incontro, discussione, confronto. La cultura è lo strumento più potente che si possa usare per cambiare il mondo. L’ingresso all’evento è gratuito, perché questo spettacolo appartiene alla comunità; dato il diffuso interesse, vi suggeriamo di prenotare.
La presenza delle istituzioni, con rappresentanti di maggioranza e opposizione, sta qui a testimoniare che la cultura che si occupa di pace è un valore condiviso, trasversale a tutti gli schieramenti. Voglio esprimere a voi la mia profonda gratitudine, così come a Isola di San Lorenzo che ci ospita, a Monumenti Aperti che ha accolto lo spettacolo come Evento Speciale 2026, e a tutti gli attori e i volontari, uno ad uno. Vi aspettiamo al Chiostro di San Lorenzo il 20 e il 21 giugno. Venite con le persone che amate, ve ne saranno grate.”
Così Massimiliano Messina, presidente Imago Mundi: “Siamo arrivati alla trentesima edizione. Quei ragazzi che hanno iniziato questa meravigliosa avventura, per quanto considerati visionari, non l’avrebbero forse potuto immaginare. L’intuizione, la scintilla iniziale con la prima storica edizione a Cagliari nel maggio del 1997, poi l’evoluzione sempre più convinta a livello regionale e nazionale. Anni segnati da ideali, passione, impegno, entusiasmo, costanza, perseveranza. La dimensione raggiunta nella Penisola è decisamente confermata, lo Stivale è coinvolto dal Nord al Centro al Sud, e questo ci fa gioire, perché dimostra radicamento consolidato e forte volontà di ‘esserci’. Perugia è nella rete di Monumenti Aperti per il secondo anno consecutivo. Lo fa con una proposta originale, pienamente ‘sul pezzo’, di stringente attualità, in un luogo di grande pregio, con una tragedia antica che parla al presente, che attraverso la narrazione teatrale vuole lanciare e lasciare un messaggio di pace. Siamo nello stesso solco, perché Monumenti Aperti ancora di più quest’anno, in tempi ormai troppo lunghi di guerre, vuole fermamente promuovere la cultura come strumento indispensabile di pace. E’ necessario. L’immagine scelta per la Generazione Monumenti Aperti, il tema 2026, è lì a dimostrarlo, questo messaggio. Il nostro grazie va a Rinoceronte Teatro e a tutte le istituzioni che sostengono il nostro progetto.


