GUBBIO (Perugia) – Una strada, troppi lutti, l’ultimo pochi giorni fa quando a perdere la vita in seguito a un frontale è stato Cristian Cappannelli, eugubino di 22 anni venuto a mancare all’ospedale di Perugia.
“Torno a scriverVi in merito alla drammatica e non più sostenibile situazione in cui versa la SS 219 “Pian d’Assino”, un’arteria fondamentale per il nostro territorio ma, purtroppo, teatro di continui e tragici incidenti. E’ non più differibile e urgentissimo fermare l’elenco tragico di morti su questo tratto stradale! Come tristemente noto e ampiamente riportato dai comunicati stampa di questi giorni di cui si allega un estratto esemplificativo, la pericolosità di questa strada continua a causare ulteriori morti e feriti”: Inizia con queste parole la lettera con richiesta d’azione immediata e non più differibile per fermare la tragica scia di sangue che continua a colpire la statale “Pian d’Assino” inviata dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, alla Direzione Generale per le strade e la sicurezza delle infrastrutture stradali, ai massimi vertici di Anas S.p.A., tra cui l’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme, il direttore investimenti Antonio Scalamandrè, la responsabile della struttura territoriale Umbria, Anna Maria Nosari.
“L’incidentalità su questo tratto ha raggiunto livelli che rendono drammaticamente urgente una forte sinergia istituzionale per individuare e attuare, nel più breve tempo possibile, tutte le opportune misure a tutela della vita degli automobilisti. Ogni singola vita umana ha un valore infinito! Non possiamo più aspettare!” – ha scritto la Presidente Proietti.
Con la consapevolezza che non si può più attendere di fronte a un elenco di vittime che continua ad allungarsi, fermare questa strage diventa una priorità politica: a tal fine la Presidente ha ricordato che “l’amministrazione regionale aveva già formalmente segnalato e richiesto reiteratamente alcuni mesi fa, in occasione dell’individuazione dei fabbisogni e delle priorità per il nuovo Contratto di Programma Mit-Anas 2026-2030 (nota Prot. n. 203940 del 28-10-2025). In quella sede per l’intervento sulla SS 219, già qualificato come complementare agli assi strategici di preminente interesse nazionale, avevamo chiesto esplicitamente il completamento dell’opera (Variante Umbertide – Gubbio) unitamente all’incremento urgente dei livelli di sicurezza relativi al tratto Gubbio – SS 318 già realizzato. A tutt’oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.
Alla luce degli ultimi e drammatici fatti di cronaca, della ennesima perdita della vita di un giovane concittadino, quella che era una richiesta urgente oggi è diventata un’emergenza assoluta.
La Regione Umbria ha chiesto formalmente al Ministero e ad Anas l’attivazione immediata indifferibile e urgente di due linee d’azione:
1) interventi urgenti di messa in sicurezza sull’attuale tracciato della statale 219, adottando ogni misura tecnica e di controllo utile ad abbattere drasticamente il rischio di incidenti nel brevissimo periodo.
2) raddoppio a quattro corsie dell’intera infrastruttura, individuato come l’unica soluzione strutturale e definitiva in grado di reggere i volumi di traffico attuali, separando i flussi di marcia e garantendo standard di mobilità sicuri e moderni.
“Siamo consapevoli delle complessità della programmazione e dei limiti delle risorse su scala nazionale per l’intera rete, – afferma la Presidente – ma la Pian d’Assino non può più aspettare. Troppo grave il grado di incidentalità mortale su questo tratto viario, non possiamo più aspettare, che il Ministero e Anas ci ascoltino per unire le forze e dare una risposta concreta e urgente in termini di sicurezza e riduzione dei rischi”.
Domani pomeriggio la presidente Proietti e l’assessore alle infrastrutture Francesco De Rebotti hanno inoltre convocato, insieme alle Prefetture di Perugia e Terni, l’Anas Umbria, Trenitalia, RFI, Busitalia per stigmatizzare la situazione attuale dei collegamenti viari e ferroviari che stanno rendendo, anche per effetto della gestione dei cantieri e per i collegamenti ferroviari in linea lenta, l’Umbria sempre più isolata.


