Ad Amelia i vigili urbani fanno litigare i commercianti e la sindaca

Petizione per un consiglio comunale aperto anche sull’operato della polizia locale

S.P.

AMELIA (Terni) – Non tira una bella aria tra i commercianti, gli artigiani e la sindaca Laura Pernazza. Nonostante Amelia sia già piena di manifesti che vedono la sindaca di nuovo candidata per le regionali di novembre.
La discussione animata è incentrata soprattutto sull’operato dei vigili urbani di Amelia. Gli artigiani e i commercianti hanno raccolto 73 firme di operatori del settore per chiedere un consiglio comunale aperto incentrato sulle “modalità di intervento e le priorità della polizia municipale al fine di garantire una maggiore sicurezza e vivibilità del centro storico”.
Nella petizione, al secondo punto, spazio anche alla “definizione di politiche di sviluppo che sostengono il terziario, utilizzando anche il patrimonio storico e culturale di Amelia”.
Gli operatori hanno chiesto a gran voce un consiglio comunale aperto. Perché sostengono che occorra fare di più per sostenere la vocazione turistica di Amelia, una cittadina recentemente scoperta da tanti visitatori ma che ha i bagni pubblici chiusi da anni e che ha visto chiudere uno dopo l’ altro i bar del centro storico.
E poi i vigili urbani visti non come una risorsa per accrescere la sicurezza – Amelia recentemente è stato oggetto di un’ ondata di furti – ma come una autorità troppo fiscale. Come nel caso del caseificio Vitto che è stato multato per le targhe scolorite del mezzo che trasportava il latte.
Laura Pernazza non avrebbe accolto la richiesta del consiglio comunale aperto. Dirottando il grido di dolore della spina dorsale dell’ economia amerina su una più semplice assemblea pubblica.
Lo scontro va avanti. E soprattutto va a guastare il clima elettorale con Laura Pernazza che punta a fare il pienone dopo aver fallito cinque anni fa il suo approdo a Perugia.

Due giorni di spettacoli e cultura promossi dall’Ente Giostra di San Gemini

Regionali / La prima lista è quella di Forza Italia. Da Romizi a Fora, con la Adami a Terni