Assessora ma che succede?

Niente interruzioni: le voci non si fermano e le associazioni si uniscono

DI DIEGO DIOMEDI

Primo punto: riavvolgiamo il nastro. Che succede? Parliamo del 5 febbraio e di una mattinata teatrale, quale ha coinvolto prima i minori e poi subito scatenato le polemiche dei partiti del centrosinistra. In sintesi, si parla di uno spettacolo teatrale organizzato dal Movimento per la vita e dall’Assessora al Welfare e pari opportunità Viviana Altamura e, alla fine della rappresentazione, al via un monologo della protagonista che nuovamente polemizza contro l’interruzione volontaria di gravidanza. 

Come già scritto da Umbria7, i partiti che sono intervenuti hanno contrastato l’attività promossa dichiarando che gli studenti si sarebbero ritrovati, loro malgrado, nel bel mezzo di uno spettacolo che ha trattato in maniera superficiale il tema dell’aborto senza presupposti scientifici, senza approfondimenti, senza alcun contraddittorio. 

Secondo punto: L’assessora Altamura rivendica la libertà di espressione della rappresentazione teatrale (il titolo è “Cinque donne del Sud”). In questi giorni tante lettere, come quella pubblicata da Umbria7 il 9 febbraio a firma di un gruppo di genitori degli studenti coinvolti. Non finisce qui e arriva la voce condivisa di alcune associazioni attive sul territorio e attive nel campo dei diritti. 

Terzo punto. Il comunicato:

Gli antiabortisti e il Comune di Terni – dialogare con chi?

Ci abbiamo provato. In quanto associazioni impegnate sul nostro territorio per la diffusione, promozione e tutela di una cultura dei diritti, per la giustizia sociale, la solidarietà abbiamo provato a capire le motivazioni alla base di alcune scelte compiute dallAssessorato al Welfare del Comune di Terni. Abbiamo posto domande cercando delle risposte e un confronto. Loccasione è stata quella delliniziativa messa in campo durante le festività natalizie Casa Solidale Umbria Energy”. Dal 21 Dicembre al 6 Gennaio infatti il Comune di Terni con il partner solidale” Umbria Energy ha allestito un gazebo con Maxi schermo a Largo Villa Glori con lintento di fornire “alle associazioni e alle

imprese impegnate nella solidarietà, uno spazio e degli strumenti per potenziare il proprio impatto, favorire il dialogo intergenerazionale recependo anche le voci dei ragazzi, costruire tutti insieme una comunità sempre più inclusiva, equa, coesa”. Partner di questa iniziativa: Banco Alimentare, Banco Farmaceutico, Comitato Daniele Chianelli, Clown Vip Terni ODV, Confartigianato, Protezione Civile di Collescipoli ODV, San Marino I.S. Caritas, Unitalsi, Movimento per la Vita, Associazione Policoro, Associazione Società di San Vincenzo de Paoli, Laboratorio Idea e Puro Sport. Durante questo periodo, attraverso il maxischermo posto a lato del gazebo, è avvenuta la

proiezione di Baby Olivia”, video prodotto da LiveAction con la collaborazione del Movimento Pro Vita, che si propone di mostrare la crescita di un feto durante la gravidanza. Il video di esplicita

propaganda antiabortista è volto a minare il diritto di ogni donna a ricorrere alla interruzione di gravidanza come stabilito dalla Legge 194/78. Abbiamo chiesto spiegazioni scegliendo di non interessare i social o la stampa, ma di rivolgerci in maniera diretta ai soggetti coinvolti attraverso una PEC direttamente indirizzata allAssessora Viviana Altamura e Umbria Energy Sp.A. Solo questultima ha avuto la cortesia di rispondere ovviamente spiegandoci di essere coinvolta in una attività di collaborazione esistente con il Comune di Terni, e ci ha anche spiegato che esiste un tavolo della Solidarietà presso lAssessorato al Welfare del quale ignoravamo lesistenza. Ringraziamo Umbria Energy per questa comunicazione, e per averci considerate come associazioni per i prossimi eventi. Abbiamo nuovamente sollecitato seppure invano lAssessora Altamura, perchè riteniamo fondamentale che lamministrazione comunale risponda delle proprie

scelte a cittadini e cittadine proprio nellottica che lassessora dice di far sua, quella della costruzione di dialogo e confronto. In questi giorni la risposta ci sembra sia arrivata. Anzi, è stata proprio messa in scena: esattamente la mattina del 5 febbraio di fronte alle e agli studenti delle scuole superiori di Terni in occasione dello spettacolo Cinque donne del Sud”, iniziativa organizzata dallAssessorato al Welfare insieme

alla Diocesi di Terni-Narni-Amelia e ancora una volta al Movimento per la Vita. Come ci è stato riportato da alcuni genitori delle e degli studenti presenti, a ragazzi e ragazze e famiglie non era stata data alcuna informazione preliminare sullo spettacolo e lattività non è stata proposta come opzionale. All’interno dell’iniziativa lattrice ha esternato le sue personali considerazioni in merito allinterruzione di gravidanza. Le e gli Studenti hanno quindi assistito con il plauso di Diocesi e

Amministrazione comunale ad un comizio anti scelta all’interno delle ore di scuola, che ricordiamo essere nel nostro ordinamento un’istituzione laica. Stavolta non chiederemo altre spiegazioni, perché ci sembrano inutili. I fatti sono eloquenti. Se queste sono le iniziative che il Comune di Terni promuove per investire nella cultura come strumento di formazione e identità” ci sembra evidente che manchino delle basi

comuni. La nostra idea di cultura, di educazione, si basa sui principi di rispetto, diritti, libertà e autodeterminazione. Non resteremo in silenzio agli attacchi alla libertà di scelta delle donne. Specialmente se di mezzo c’è la scuola, listruzione, la formazione e il futuro delle nuove

generazioni. Assessora, cittadini e cittadine. E no, non tanto la Diocesi che è un soggetto extra amministrazione: è questo il dialogo o questo è un monologo? Chi è di scena?

Civiltà Laica

Terni Donne

Il Pettirosso Terni

Esedomani lgbtqia+

Arci Terni

Progetto Mandela

Demetra

“Innamorati di Orvieto” con un palco di vini

A sfregiare la professoressa in pensione nel suo appartamento sarebbe stato un 17enne