TERNI – «Nascondere la polvere sotto il letto senza aspirarla serve a poco. Così come firmare un’ordinanza che impone ai proprietari d’immobile di tenere puliti i locali sfitti senza prima interviene sullo spazzamento delle strade, sulle soste selvagge e sulla complessiva situazione di degrado che ormai caratterizza il centro città».
Paolo Corpodiscristo, un’azienda sanissima, Sartorialist, con il punto vendita in piazza San Francesco a Terni ed un fatturato in costante crescita, parla di cose semplici da risolvere: «Lo spazzamento delle strade mi sembra il minimo. La città è sporca, su questo non si discute, in più è poco illuminata e tenuta male».
Va all’attacco dell’amministrazione Bandecchi: «Se in campagna elettorale il popolo di Ap aveva paragonato Terni ad un bambino che non si lavava da due anni, adesso possiamo paragonare Terni ad un bambino che non si lava dal doppio del tempo, quattro anni».
Questo per quanto riguarda la città fisica. Ma è il crollo dell’economia cittadina che lo preoccupa. «Non posso parlare della mia attività perché va a gonfie vele – spiega – ma se il contesto non si risolleva tutte le attività in buona salute ne risentiranno. Facciamo l’esempio dei negozi che hanno chiuso lasciando un vuoto. Beh, sono i due terzi. Un record per una città che invece in passato ha attratto consumatori da fuori regione, considerata la Soho del centro Italia, con gallerie d’arte e boutique di ogni genere.
Certo, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita. Ma questo non toglie che una edguata politica economica cittadina non possa risollevare il tutto. La Mille miglia quanta gente catapultava? E la Tirreno Adriatico? Mi pare che la prima sia saltata e la seconda sia passata per Arrone. Altra occasione persa per la città». Corspodicristo fa anche un altro ragionamento: «E’ impossibile anche all’occhio più distratto non notare che i cartelli con la scritta affittasi sulle vetrine dei negozi sono state sostituite da “Vendesi”. Eppure a Terni la media degli affitti è bassa rispetto alle altre città medie d’Italia. Quindi non è un problema di locazioni ma di economia stagnate. E poi c’è la comunicazione che non funziona». Annuncia un post per informare i suoi follower (5mila e 800) e poi tutta la cittadinanza sugli orari di apertura della Ztl. «Capiamoci, spenta da settembre nei fine settimana dalle 9 alle 21 ma la gente non lo sa. Non è informata perché questa amministrazione non informa e non si fida a passare sotto ai varchi quando la luce è verde perché sono state troppe le volte in cui quei varchi non hanno funzionato».


