Caso Federighi/ Sindacati e forze politiche a difesa del Pentagono

Le rappresentanze della polizia locale sul consigliere comunale: «Non può operare all’interno del comando dei vigili urbani»

TERNI- Si profila uno scontro istituzionale sul  “Caso Federighi”, il delegato alla sicurezza del sindaco Bandecchi che ha ottenuto un ufficio e uno staff di segreteria all’interno de Comando di polizia locale. I sindacati si sono rivolti al Prefetto e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Terni. Le forze politiche presenteranno un esposto alla Corte dei Conti.  Tutti concordi sul fatto che l’individuazione di un ufficio operativo a diposizione di un semplice consigliere comunale non è solo irrituale ma rappresenta un dispendio di risorse (economiche ed umane) per l’amministrazione. C’è di più. All’orizzonte si profila uno scontro sulla catena di comando. La comandante Gioconda Sassi, finora, ha risposto – come da normativa – al sindaco Stefano Bandecchi, con la  figura di Federighi  che potrebbe interrompere il flusso diretto di input politici e di attività sul territorio.

La resistenza all’arrivo dell’ex ufficiale dei carabinieri al Pentagono si articola su due fronti. Quello politico, aperto dal consigliere del Gruppo Misto Masselli, seguito a ruota  dal piddino Spinelli. Il Gruppo Misto e il Pd si preparano a sottoscrivere un esposto alla Corte dei Conti, mentre le rappresentanze sindacali della polizia locale tuonano Palazzo Spada per «l’illegittimità della pretesa».

«Appare del tutto insostenibile la pretesa di assegnazione di personale in staff, vista la natura dell’impegno di spesa necessaria e la carenza cronica di agenti e di personale amministrativo che come ogni altra direzione, la polizia locale sconta anche in presenza di notevoli sforzi assunzionali posti in essere da questa amministrazione. Non si comprende la natura dell’incarico e comunque – in una nota il segretario regionale CSA RAL Giovanni De Angelis e la segretaria regionale FP CGIL Umbria Desiree Marchetti –  qualsiasi essa sia non giustifica certo la presenza politica all’interno dell’azione amministrativa e gestionale di una qualsiasi direzione.  Ovviamente nel perdurare dell’azione in essere, le scriventi organizzazioni sindacali saranno costrette a rivolgersi alle sedi competenti per verificare la corretta azione amministrativa e contabile a tutela dell’operato specifico degli operatori della Polizia Locale e della legittimità di spesa collegata alle risorse economiche impegnate».

In tanti anni si storia comunale non si è mai verificata una cosa del genere, perciò  i sindacati si rivolgono a Prefettura e Procura e  le opposizioni  alla Corte dei Conti. In questo fuoco di sbarramento da segnalare anche l’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Elena Proietti, che evidenza come una disposizione del genere – l’ufficio e lo staff di segreteria – non sia prevista in alcuna articolazione normativa, non ultimo lo statuto del Comune.

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