Terni/ La tragica odissea di una donna morta per un intervento al femore. E l’Azienda spende per un “esperto” esterno

Una brutta storia sanitaria che sta diventando una gran brutta storia giudiziaria. Con l’utilizzo di un perito preso da fuori nonostante la struttura ne abbia di ottimi come dipendenti

R.U.

TERNI – Una brutta storia di sanità che rischia di diventare una storia giudiziaria altrettanto brutta. Con una domanda alla quale va trovata una risposta: come mai l’Azienda ospedale di Terni può usare consulenti esterni, spendendo soldi, invece di affidarsi a ottimi professionisti che ha al suo interno?
Via con la storia medica.

Siamo a marzo 2022, frattura femore per una donna, intervento routinario, protocollo Covid, massime restrizioni alle visite e colloqui. Dimissioni ‘frettolose’ nonostante – raccontano
i familiari – non fosse stabilizzata la ferita e della situazione clinica si verrà a conoscenza solo dopo, perché nulla viene scritto nella lettera di dimissioni”.
Primo controllo prescritto, un mese più tardi. La ferita non si cicatrizza.
I familiari protestano: non vengono prese in considerazione le problematiche evidenziate, nonostante le continue richieste. Tanto che si renderà necessario un ricovero d’urgenza il giorno prima del previsto controllo per trattare il problema. Una odissea, un viaggio nell’angoscia che, in due mesi, porta alla morte della donna per sepsi. L’amministratore di sostegno scrive a chiunque per avere notizie sulle condizioni della paziente e chiede l’intervento del Giudice tutelare che nomina un perito: il dottor Gallina, il quale, in udienza, sentito il racconto, si sbilancia parlando di infezione ospedaliera e responsabilità della Azienda.
Chiede che siano messi a sua disposizione dalla struttura le cartelle cliniche.
Parte qui la causa di risarcimento per responsabilità sanitaria. L’Azienda ospedaliera, pur avendo nel ramo ottimi professori universitari dipendenti, nomina come proprio ctp il medico che era stato ctu del Giudice Tutelare, pagando un esterno con soldi pubblici.
Perché? E qui va sottolineato che l’azione legale è forte della perizia di un consulente di parte (ctp) come il professor Fineschi.
Come finirà? Intanto ci sono già passaggi sconcertanti. E per certo l’Azienda ospedale deve un gran numero di spiegazioni.

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