TERNI – Erano le 13,40 del 5 marzo 1962. La Terni sportiva non dimentica né il giorno, né l’ora, nè il punto esatto in cui Libero Liberati perse la vita. Il destino, in agguato alla curva di Cervara, lo rapì a 36 anni. Al termine del rettifilo che lambisce la sottostazione elettrica della Valnerina ternana, la moto s’intraversa, striscia sull’asfalto per una ventina di metri e poi si schianta contro la roccia. Sessantatré anni dopo la sua città lo ricorda con immutato affetto e con una infinità di messaggi. «” Passa Libbero !!!». Stefano Lupi pubblica la foto dei ternani sul ciglio della strada per spingere il campione di motociclismo: «Era il tempo dei circuiti cittadini. I piloti di allora erano intrepidi nella velocità. Libero Liberati Campione del Mondo». Libero amava la “sua” Terni e la città lo stesso. Gli operai delle acciaierie per primi: avevano fatto la colletta per acquistargli ad inizio carriera una Guzzi Dondolino, la prima vera moto da corsa con la quale si era messo in evidenza a livello nazionale. Un campione eterno.

Per domenica 9 marzo, il Moto Club Terni da appuntamento a tutta la cittadinanza alle 10 di fronte al monumento dedicato al “Campione Volante”, all’ingresso dello stadio a lui intitolato, per poi recarsi alla tomba all’interno del cimitero monumentale, dove verrà deposta una prima corona d’alloro.
Il corteo proseguirà in direzione Cervara per depositare una seconda corona, nella curva maledetta. «Ripartendo dalla lapide alla fine della commemorazione i partecipanti che vorranno, potranno fare un giro in moto andando in Valnerina, poi ad Arrone, la forca di Arrone, Piediluco, Marmore per poi raggiungere Miranda». Con tanto di momento conviviale.


