Il Mef conferma: tutti sbagliati i numeri della Proietti, ma la stangata (con mini sconto) la farà lo stesso

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Sanità, il disavanzo è quello scritto da Umbria7: 34 milioni. In meno c’è un pay back da 48 milioni non computato. In più il Fondo di rotazione da reintegrare, risalente a più di 10 anni fa, di 38 milioni, che verrà rateizzato o rinviato. Ma la novità è: tutte le Regioni tratteranno, come sempre, col Mef, l’Umbria no

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – La facciamo breve: una nota della presidente Proietti finalmente si afferma che il disavanzo della sanità umbra è di 34,2 milioni.

Umbria7 lo scrive, riscrive, sottoscrive da quando è stata decisa la stangata delle tasse. Da Palazzo Donini non hanno fatto neanche un plissè. Le forze sociali chiamate al capezzale della sanità hanno fatto finta di non saperlo fino ad oggi.
Ma se qualcuno ha ancora voglia – sapendo che la mazzata sul capo degli umbri comunque arriverà molto, ma molto probabilmente, perché serve per altri scopi – di conoscere i numeri veri, ecco qua, con l’ausilio del Mef, riferito dalla Proietti.
Allora:

  1. 243 milioni era una invenzione ad usum allocchi. Ma peggio ancora i 90 milioni di sbilancio che avrebbero “costretto” la Proietti alla manovra. Lo ha scritto il Mef e la Proietti lo ha riportato. Sulla base di un numero totalmente farlocco (90 milioni) è stata confezionata una manovra da stordire un cavallo, da 110 milioni di euro all’anno di tasse aggiuntive.
  2. 90 era un numero evidentemente di fantasia, ma è ancor più di fantasia il numero 73 milioni, che sarebbe certificato dal Mef. Non è vero: il Mef ha aggiunto ai 34,2 milioni di sbilancio la reintegra del Fondo di rotazione, tutta intera, sul bilancio 2024, per comodità. Sono 13 anni – annotarsi il numero per favore – che il Fondo non viene reintegrato. Non stiamo a dire che la disintegrazione del Fondo era stata opera di gestioni del centrosinistra di governo dell’Umbria, non certo della povera Tesei. Ma non è questo il punto. E’ che Proietti ha sbagliato anche il 73.
  3. Infatti i 38 milioni aggiuntivi che farebbero 73 circa di deficit, nel peggiore dei casi, saranno da conteggiare in quota parte. Facciamo 4 rate, 9 milioni all’anno? Il numero giusto a questo punto sarebbe 41. Vogliamo fare un manovra da 110 milioni per 41 di disavanzo? No, infatti: faremo un piccolo maquillage, annuncia Proietti, magari 10-15 in meno. Facciamo 95? La Proietti si è detta pronta. Ora: se le parti sociali non chiedono di dimezzare almeno la manovra vuol dire che ne diventano co-autori della stangata.
  4. Ma anche 41 è una invenzione. La Regione potrebbe chiedere al Governo “il livello di iscrivibilità” della loro disponibilità a fare da camera di compensazione. E’ già stato fatto con successo per il pay back farmaceutico. E rinviare ancora il reintegro del Fondo di rotazione disintegrato dal centrosinistra oltre 10 anni fa.
  5. A proposito di pay back. Quello sui dispositivi medici permetterebbe di azzerare o di ridurre ai minimi assoluti il disavanzo. Quindi siamo invece al gioco delle tre carte: il Mef non considera questo pay back perchè fino ai primi di maggio non se ne conoscerà la cifra esatta e ovviamente non può essere considerato un credito certo, inseribile, oggi, in un documento contabile. Ma la stima è di 48 milioni e il Governo lo garantisce con accordi. Ma l’Umbria pare non voglia saperne, chiede di avere una stangata fiscale e basta. Perchè lo abbiamo già spiegato: deve spendere per impegni elettorali che ha preso e non c’erano i mezzo per mantenerli.

Ecco il vero motivo per cui si farà molto, ma molto probabilmente una maximanovra da brivido. Quanto da brivido possono solo deciderlo le parti sociali che sono state di nuovo convocate con la promessa di uno sconticino.
Mentre sindacati, associazioni di categoria, industriali in testa, sono pronti a tornare da Proietti, piccola riflessione su un ultimo numero già mostrato inutilmente da Umbria7: il dato italiano complessivo dello sbilancio in sanità delle Regioni è di 1850 milioni.
L’Umbria è tra le migliori con 34,2 milioni (se poi si conta il pay back si va pari o in attivo). Le parti sociali chiedano a cosa servono i soldi del più impressionante passaggio di soldi alle tasche dei cittadini umbri a quelle della Giunta regionale.

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