Scusate l’anticipo/ Proietti piazza il suo uomo, ma dopo la svolta a sinistra, è sempre più alta la tensione con l’ala moderata della coalizione

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La presidente si impone sulle nomine (Anastasi all’Afor e Biccini). Via libera per Santi (Ater, Avs) e Fratini (Umbraflor, Pd). Ma imbarazzo nell’ala centrista del Pd, in Azione e in Iv. Il bazooka delle tasse regionali colpisce i loro elettori. I socialisti ridotti ai “lift” degli ascensori

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Per la molto seguita rubrica “Scusate l’anticipo”, una puntata un po’ particolare.

Non tanto (e non soltanto) per i nomi usciti dal bussolotto della giunta regionale per Afor (Anastasi) e Umbraflor (Fratini) e Ater (Santi), indicati in anticipo, quanto piuttosto per il clima nuovo che si sta instaurando nella maggioranza, di cui abbiamo scritto qualche ora fa.

  1. Prima le nomine: come anticipato Stefania Proietti voleva un uomo suo con un solido ruolo (e un emolumento) e lo ha piazzato. Si tratta del primo dei non eletti della sua lista, Ottavio Anastasi (1141 preferenz contro le 1177 della Tagliaferri, eletta). Sarà lui l’uomo dell’Afor (interessante società partecipata, trattamento economico non male). Un’altra nomina in conto Proietti, quella di Gabriele Biccini (cda Ater), è fragorosa perchè si tratta di un ex romiziano, considerato vicinissimo all’ex sindaco azzurro di Perugia ma diventato leader di quel mondo cattolico che ha “tradito” Romizi. Ottiene un riconoscimento, nonostante il risultato elettorale non buono. Ma anche Chiara Fioroni (cda Ater) viene dalle liste: è una non eletta del Movimento Cinquestelle. I più attenti interpreti della politica regionale dicono che queste scelte vanno considerate un atto di debolezza. Riconoscimenti così servono, come dire, per ricompattare la squadra, per difendere le mura del fortino. Sono in chiave difensiva.
  2. Sempre sulle nomine: Fratini, nominato a Umbraflor (buon trattamento economico), è il sigillo dell’Alto Tevere sugli equilibri del Pd. Conterà anche in chiave interna, tra i democrat, per fare argine a un più che probabile ritorno di Walter Verini tra i candidati alle prossime elezioni politiche (2027)? Difficile dire. Invece non c’è dubbio che il povero Santi (Avs), che una mattina si è svegliato senza assessorato, mentre la sera era sicuro di avere il posto di Barcaioli in giunta regionale, non poteva non essere messo in cima all’Ater. Il cda di Ater è formato anche da Lionetti (Comune di Terni) e Rosetti (Anci Umbria).
  3. Ora invece le nomine che non ci sono. Manca il Parco tecnologico: era certo per Devis Cruciani, Pd ortodosso. Ma il rinvio forse è dovuto al fatto che non si può maltrattare così pubblicamente l’unico socialista al quale è stato promesso qualcosa: Bertini da Marsciano. Appena si libera uno strapuntino per lui, nominano anche Cruciani.
  4. Ora eccoci al risvolto politico anticipato da Umbria7: la svolta a sinistra, netta, chiara, con una manovra delle tasse fatta col bazooka puntato verso la classe media e l’evidente vittoria della forte alleanza fra i tre giovani segretari di Pd, Avs, e M5s, ha messo in imbarazzo la parte moderata della maggioranza. La Proietti si è intestata la manovra e le componenti non di sinistra, più o meno radicale, della coalizione hanno ora evidenti problemi di rappresentanza.
    Grandi mal di pancia tra i moderati del Pd, tensioni tra i leader del centro (Azione, Iv). Componenti che vengono votate dagli elettori che sono i più penalizzati dalla manovra delle maxi tasse. In più c’è la questione socialista: all’ex glorioso, storico, partito socialista dell’Umbria restano ormai solo i posti da “lift” degli ascensori della Regione, sempre che si trovino i cappellini col cintino, come da film americani anni ’60.

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