TERNI – «La sicurezza dei ternani e la qualità l’aria che respirano non possono essere motivo di faziosità politica». Si legge nella nota diffusa da Azione Terni. «Non si può piegare la discussione a fazioni macchietta che vedono da una parte cittadini incatenati agli alberi e dall’altra gli altri con la motosega in mano. Bene ha fatto l’amministrazione ad intervenire quando è rischio l’incolumità dei cittadini. Il punto non è tanto quello quanto l’immobilismo che ne è sempre seguito» prosegue segretario provinciale di Azione Terni, Michele Pennoni.
«Premesso che anche il comune, come tutti i privati cittadini, non è esente dal rispettare la legge regionale umbra che mira a bilanciare le esigenze di sviluppo con la tutela del patrimonio arboreo, richiedendo il reimpianto di nuovi alberi quando si procede all’abbattimento, sono passati anni dal taglio massivo della pineta Centurini e ancora oggi nulla è stato messo a terra. Si rincorrono tesi volanti (non documenti) a giustificazione di questa mancanza ma per quanto riguarda il tema delle scorie è ormai arcinoto, scientificamente provato ed utilizzato nel mondo il fitorimedio (combinazioni di piante e microorganismi per ripulire i terreni da metalli pesanti e idrocarburi). Se invece l’ostacolo è l’acidità del terreno esistono essenze arboree acidofile in grado di prosperare in ambiente acido. Il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa, il secondo miglior momento è ora” diceva Confucio, ma il fatto che, in quanto a rimboschimento, non si muove nulla né lì né altrove (esiste una città intera oltre alla pineta Centurini e al parco la Passeggiata) evidenzia il fatto che visibilmente non c’è nessun progetto. Perché non è sufficiente un rimboschimento qualunque, a spot. Nella Terni del 2025 si impongono interventi che voltino pagina nella visione e gestione del verde. Non si tratta semplicemente di piantare un albero ma di occuparsi dell’aumento della superficie di copertura fogliare, intercettazione delle polveri, fitorimedio, fronteggiamento degli effetti del riscaldamento globale che determina (e determinerà sempre di più) intensificazione di numerosi fenomeni meteorologici estremi. Tra questi, si evidenziano un aumento della frequenza e intensità di ondate di calore, tempeste, alluvioni, e siccità. Ci sono elementi scientifici che devono guidare l’amministrazione la quale però non può tardare negli interventi. Quello che è necessario più di ogni altra cosa sono piani e progetti di rimboschimento. Giacché pare evidente che il comune da solo non ce la fa/non è in grado (altrimenti non saremmo arrivati a questo punto), riteniamo che l’iniziativa da intraprendere sia quella di aprire a concorsi di idee a cui possano partecipare i migliori esperi del campo (dottori agronomi, dottori forestali, paesaggisti) che hanno la conoscenze, la capacità, la professionalità per sistemare le giuste specie nel giusto posto (quanti errori del passato paghiamo oggi come i pini marittimi sui marciapiedi delle strade) e traghettare la città in un’epoca più consapevole di concezione del verde pubblico. Idee di modernità, sostenibilità, futuro, magari con l’aiuto salvifico della regione nel reperimento di fondi necessari per finanziare progetti adeguati e innovativi a cui possano partecipare le migliori risorse del campo».


