Baffino a Pechino per il vino

L’ex premier Massimo D’Alema alla parata di Xi, anche per l’export con Riccardo Cotarella

Tutti ad interrogarsi su che cosa avesse spinto Massimo D’Alema a volare in Cina e a partecipare alla parata militare che Pechino ha organizzato per festeggiare la sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Non la geopolitica.  Non gli  affari internazionali e né  il commercio delle armi. Massimo D’Alema si è fatto vedere in Cina, insieme a gran parte dei dittatori del mondo, per questioni molto più spicciole e molto meno pericolose per gli equilibri mondiali.

Massimo D’Alema, in Cina, è di casa come esportatore di vini prodotti in Umbria, soprattutto nella  sua tenuta incuneata nella vallata che sale dal borgo di Otricoli verso Narni, patria del NarNot. Un Cabernet. Uno dei capolavori enologici della cantina di Massimo D’Alema, La Madeleine.

In Cina, Massimo D’Alema e l’enologo Riccardo Cotarella, operano con una società denominata “I vini della via della seta”. Un’azienda che in Oriente esporta per mezzo milione di euro, e che produce utili per quasi 200mila euro. Un’attività redditizia. Uno sbocco di mercato che val bene una parata tra i missili e i cannoni cinesi.   

«Lavori bloccati per la Casa di comunità a Monteluce», Arcudi e Romizi interrogano la giunta regionale

Nicoletta Verna e l’omaggio a Pino Daniele a chiudere l’estate di Suoni Controvento