AU. PROV.
TERNI – La sfilata è stata forse uno dei momenti più coinvolgenti della manifestazione motoristica nata per emozionare. Supercarslot, alla sua quinta edizione, ha fatto centro nella centralissima via Fratini. Cinquanta equipaggi si sono presentati al cospetto della severa giuria presieduta da Simone Bertolero, che all’unanimità ha premiato la 1600 Osca Fissore in configurazione Salone di Torino 1962, anche se a catturare l’attenzione di esperti di motori e non, è stata la Lancia Aurelia B24 Spider di colore rosso. «Quella del Soprasso», ha ricordato il pubblico: l’automobile che è stata la protagonista assoluta del film di Dino Risi, con la bellissima Catherine Spaak e lo straripante Vittorio Gassman. Ma era fuori concorso. «Avrebbe vinto a mani basse», si lascia scappare uno dei giurati, Folco Trabalza. Non la sola a far emozionare: dalla Fiat col cuore Ferrari targata Torino alla Ford Mustang fino elle Ferrari Dino, 308, 456, California, Purosangue. La sfilata di fronte al Bogart, è stata occasione di confronto sull’evoluzione dei motori e sul futuro green. In gara, per la prima volta,i veicoli a propulsione elettrica ed ibrida, a due (una straordinaria Vespa) e quattro ruote, con l’obiettivo di creare un ponte tra la gloriosa storia del motorismo e le frontiere della mobilità sostenibile. «Contrariamente alla percezione comune, l’alba della motorizzazione fu a trazione elettrica. I primi prototipi di veicoli alimentati a batteria risalgono infatti al 1828 – ricorda Francesco Falciola – quasi due secoli fa. Fino agli inizi del 1900, specialmente negli Stati Uniti, le automobili elettriche erano una presenza consolidata e, in ambito urbano, più diffuse dei modelli con motore a combustione, apprezzate per la loro silenziosità, pulizia e facilità di guida in un’epoca in cui l’avviamento a manovella rendeva i veicoli a benzina complessi e faticosi da utilizzare. Questa pionieristica fase storica vide nascere veri e propri miti, come la “Jamais Contente”, la prima automobile a superare la barriera dei 100 km/h nel 1899, spinta proprio da un motore elettrico».
L’introduzione della sezione “green”, nasce infatti dalla convinzione che la passione per l’automobile storica sia intrinsecamente legata alla curiosità per l’ingegneria e l’innovazione: «L’autentico appassionato di motori è per natura un esploratore di tecnologia”, dalla genialità meccanica dei primi motori a scoppio alle sofisticate powertrain elettriche di oggi, lo spirito che anima la ricerca è lo stesso: superare i limiti e immaginare il futuro», che per Autodepocaeventi ha quasi 200 anni.










La partenza da via Roma domenica mattina e l’entusiasmo dei commercianti: «Onorati di essere stati scelti. Per due ore le auto d’epoca e le supercar hanno colorato la via, sostando nel tratto che va da via dell’Arringo fino al Cinema Multiplex Politeama e piazza della Repubblica, prima di ripartire alla volta della Valnerina»







