di Marco Brunacci
PERUGIA – In Umbria continuano a vincere i niet-cong, versione aggiornata dei guerriglieri viet-cong di un tempo, dediti a rompere più che a costruire.
Potrebbe essere una nota curiosa non fosse che è un’emergenza. Le strade e le ferrovie, con il il collegamento per l’alta velocità, sono una necessità improcrastinabile per l’Umbria.
Per l’economia, quindi per le aziende, e per tutti i cittadini. L’occasione per tornare sull’argomento, che sta diventando increscioso, è data da un secco scambio di opinioni tra l’assessore al ramo De Rebotti e tre consiglieri dell’opposizione (Arcudi, Romizi, Melasecche) che hanno presentato sul tema una interrogazione in Assemblea legislativa.
La questione – come Umbria 7 ha più volte sottolineato – viene rinviata e rinviata e ancora rinviata.
Il gioco di scoprire che l’Anas non ha stanziato il miliardo promesso per il Nodo di Perugia è decisamente modesto: Anas non può certo mettere a bilancio soldi se non c’è una decisione univoca di Regione, Comune di Perugia e persino della Provincia.
Sull’Alta Velocità il protocollo con la Toscana, sottoscritto per cassare la possibilità di realizzare la stazione dell’alta velocità della Media Etruria a Creti, è stato presentato e poco dopo ritirato dopo l’insurrezione di Siena.
I tre consiglieri dell’interrogazione dicono che De Rebotti è ricorso a “non risposte” e “questo per l’ennesima volta”. Inutile aggiungere che se non si ha un piano preciso, se si continua a ideologizzare il consumo di suolo (quale? dove? a che scopo?), si può solo attuare la politica del “continuo rinvio”. che – affermano Arcudi, Romizi e Melasecche – “blocca lo sviluppo dell’Umbria”.
E affondano il colpo: “Continuare così, con ambiguità e confusione invece di decisioni chiare, significa condannare la nostra regione all’isolamento infrastrutturale e perdere le poche opportunità che ancora abbiamo”.
Si tocca con mano che l’Umbria, pronta a intervenire in materia dai tempi della Lorenzetti presidente ma sempre stoppata, non ha prospettive.
Troppo diversi sono gli atteggiamenti del Pd governista e della sinistra della coalizione. Nei partiti, ma anche nel sentir e nell’esprimersi dei rispettivi elettorati.
Se il Comune di Perugia riesce a commissionare incomprensibilmente l’ennesimo studio sul traffico a Collestrada, spendendo altri 90 mila euro, quando di studi ce ne sono più dei proprietari di villette che vogliono evitare qualunque lavoro per migliorare la circolazione stradale se viene fatto nelle loro zone, significa che non esiste alcuna strategia.
Considerando che servono anni per realizzare queste opere, è veramente sconfortante la conclusione.
E se qualcuno pensa che sia solo un problema dei singoli cittadini, metta in conto anche questa: ci sono aziende che devono far partire i camion, che distribuiscono la merce, con un’ora di anticipo per poter evitare ritardi nella consegna. Con costi elevati e organizzazione da riconsiderare. Merito del caos del traffico e del buio pesto sul futuro.


