Sanità, il dibattito s’infiamma/ Archiviata la Asl unica a Foligno, confronto sulla bomba Presciutti. Cgil-Cisl-Uil: due Asl e due Aziende ospedaliere o mobilitazione

La presidente Proietti in campo, la maggioranza divisa. L’Università pronta a presentare le osservazioni. E i tempi per il Piano sanitario regionale si allungano

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Il dibattito sulla sanità sta infiammando l’Umbria. In realtà è ancora sotto traccia, si sentono, all’improvviso, un po’ qua un po’ là, alte grida, ma di quello che sta succedendo si capisce che è l’inizio di uno scontro che durerà parecchio e che potrebbe terminare anche con un nulla di fatto, ma con danni per cittadini umbri..

1.Umbria7 ha raccontato la “voce” dell’Asl unica a Foligno. E’ stato l’inizio del finimondo. Il progetto in sé non era nè nuovo, nè di qualche interesse. Ma ha aiutato a iniziare un dibattito sul Piano
sanitario regionale che evidenzia tutte le differenze all’interno della maggioranza. E si scopre -se qualcuno non lo avesse già capito – che il Patto Avanti è utile per vincere le elezioni, ma un problema
enorme per governare.

2.La presidente Stefania Proietti su certe cose si sta facendo valere. Ma si capisce che il programma non c’è. Nessuno spiraglio. Il Psr è nelle mani del Signore.

3.Il rettore custodisce gelosamente per ora tutte le annotazioni critiche che i suoi tecnici hanno vergato rispetto al Piano. Ma sono cose di poco conto. Garantito. Dopo le chiacchiere, i chiacchiericci, le voci, gli sfoghi e le intemerate varie, la realtà presenta il conto, anche sul versante universitario. E che conto.

4.Cgil-Cisl-Uil di Terni, che non sono sempre d’accordo, che spesso seguono strade diverse. hanno ritrovato un’unità totale sulla sanità, rispetto a due punti cardine mica male:
le Asl dell’Umbria sono due e due devono rimanere a Perugia e a Terni;
le Aziende universitarie ospedaliere dell’Umbria sono due e restano dove sono.
Cgil-Cisl-Uil aggiungono che il nuovo Piano sanitario regionale serve solo se fa delle scelte di potenziamento sia sui servizi per il territorio, che rispetto ai due ospedali principali.

5.Nel percorso di questo dibattito, restano pesanti come pietre le parole del presidente democrat della Provincia di Perugia, nonchè sindaco di Gualdo, Massimiliano Presciutti: all’Umbria servono solo 5
ospedali – ha detto – e tanti centri convertiti per realizzare servizi sanitari indispensabili per la popolazione. E se si deve far qualcosa per razionalizzare la burocrazia sanitaria bisogna semmai guardare alle due Aziende universitarie ospedaliere.
Umbria7, che è sempre un passo avanti rispetto a questo dibattito, sostiene adesso che ci vorrà parecchio tempo prima di trovare un minimo comune denominatore nella maggioranza per varare un nuovo Piano sanitario regionale di un qualche spessore. A meno che non si voglia ripiegare su un altro inutile libello.

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