CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Dopo mezzo secolo di attività chiude i battenti il forno di via del Popolo.
Mercoledì, il titolare Sandro Castellani, 67 anni Bombolino per tutti, ha tirato giù la serranda per l’ultima volta prima di andare in pensione, circondato dall’affetto e gratitudine di tanti tifernati con qualche lacrima di commozione, consapevoli di essere parte integrante di un vero e proprio passaggio generazionale. Quel forno in via del Popolo ha scandito nei decenni del secondo e terzo millennio la vita e le stagioni di tanti clienti che attraverso i prodotti appena sfornati, dolci e salati, hanno celebrato periodi simbolo dell’anno come la Pasqua e il Natale e altre ricorrenze abbinate a prodotti tipici e prelibatezze della tradizione, come le irresistibili ciacce dolci e al formaggio, le crostate e i torcoli. «Sono nato nel 1958 e a dieci anni dopo la .scuola frequentavo già questo forno assieme al cugino di mio babbo, Battistelli e poi con Dino Tarducci e mio cugino Claudio. Ho imparato a fare il pane e i dolci lavorando sodo, fra sacrifici, rinunce e tanta fatica fino ad oggi, ricevendo però affetto e vicinanza di tanti tifernati e turisti che negli anni ci hanno confermato la loro fiducia. Quelli che oggi sono genitori, tanti anni fa erano bambini e bambine che prima di andare a scuola passavano da noi a prendere la ciaccia o la pizza per colazione. Momenti indimenticabili che io, mia moglie Giulia, i figli Marco ed Elisa non dimenticheremo mai e porteremo sempre con noi fra i ricordi più cari». Da Castellani è stato lanciato un vero e proprio appello, in particolare ai giovani, ad intraprendere «questo duro mestiere ma ricco di soddisfazioni e valori che non hanno prezzo». Appello che il sindaco Luca Secondi ha condiviso proprio ieri mattina prima della chiusura del forno ringraziando Sandro, la famiglia, i collaboratori che nel corso dei decenni si sono affiancati accanto a lui come, Romina, nel tenere viva e profondamente legata alla città «una attività simbolo dei valori più genuini tanto cara ai tifernati. Grazie Sandro, sei stato un esempio di laboriosità e rettitudine per tutti noi. Ne siano orgogliosi»


