Che Umbria farà, la politica/ I movimenti al centro, Ruffini, Bandecchi e i malumori del Pd

Tensioni centriste sia a sinistra che a destra. Le mosse di Romizi e il futuro di Forza Italia ripartendo da Perugia. Due vicesegretari per Bernardini, in chiave critica con la Regione. Il test Terni

Marco Brunacci

PERUGIA – Il nuovo anno tra politica nazionale e quella umbra. Che Umbria farà ora che si riparte.

A) Prima di tutto si segnalano movimenti al centro. In tanti sono convinti che ci sia uno spazio tra centrosinistra col campo largo e centrodestra. La vecchia “terza via” che torna e ritorna. Non sembra che il 2026 porti però novità sostanziali. Alla fine il centro si allinea, più o meno convinto, a sinistra o a destra.
B) I fermenti “centristi” in Umbria sono piuttosto nei due schieramenti. Nel centrodestra ci si attende qualche novità da Forza Italia. Il vento che arriva dal sud, il rinnovamento promosso dal governatore della Calabria, Occhiuto, insieme con i segnali che ad intermittenza arrivano dalla famiglia Berlusconi, fanno pensare che qualche novità nel corso dell’anno possa esserci. In Umbria il segretario regionale, ex sindaco, Romizi, è molto impegnato sui dossier del partito in vista di un futuro da leader della coalizione in Umbria, con Perugia (dove ci sono le elezioni prima che in Regione) sempre nel cuore. Ma nessuno immagina grandi mutamenti del quadro.
Sarà piuttosto il rapporto con il sindaco di Terni, presidente della Provincia e leader del suo partito, Stefano Bandecchi, a essere rilevante per le sfide elettorali a Terni e, in maniera minore, nella regione. Come finirà? Qui si vive alla giornata, vista l’imprevedibilità di Bandecchi. Ma sicuramente sarà un tema. E sarà decisivo per le sorti politiche dell’Umbria, perché a Terni ci saranno le prime elezioni umbre importanti e perché Terni da anni segna un trend, che poi il resto della regione segue.
C) I movimenti nel centro che guarda a sinistra ci sono, ma non trovano grandi sbocchi. Di sicuro la presidente Proietti, che doveva rappresentare le istanze moderate nel contesto del csx umbro, fa mondo per conto suo. Se ne è accorto Ruffini, che non l’ha invitata alla convention di Assisi. E a Ruffini guardano ambienti moderati, ma siamo ancora alle mosse preliminari della partita.
D) Un mondo ribollente è quello del Pd. Ma ribolle senza che dalla pentola esca alcunché. Tranne un movimento segnalato da Umbria7 in anticipo: la segreteria regionale verrà presto rafforzata con due vicesegretari, uno per Perugia e uno per Terni, con il compito di far sentire la voce del partito alla presidente della Regione, Proietti, considerata autoreferenziale da larghi ed eterogenei strati democrat.

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