Clamoroso/ Dopo appena un anno si dimette il direttore all’ambiente della Regione, Paggi. E ancora niente si sa sul ciclo dei rifiuti

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Arrivato dall’Emilia Romagna, chiamato pur di togliere un tecnico di provata competenza come Nodessi, si è ritrovato tra Scilla e Cariddi (Proietti e De Luca). Ancora nessuna spiegazione ufficiale delle dimissioni

di Marco Brunacci

PERUGIA – Gianluca Paggi, direttore della Regione Umbria per governo del territorio, ambiente (quindi rifiuti), protezione civile e coordinamento Pnrr, se ne va dopo appena un anno.
Al momento Umbria7 non è a conoscenza di una motivazione ufficiale o ufficiosa che sia, ma i tam tam rullano forti nei palazzi regionali e una cosa è certa: Paggi non se ne è andato perchè qui c’è stato un febbraio con troppa umidità.
La presidente Proietti aveva scelto Paggi pur di mandare via un tecnico di provato valore (Nodessi), le cui qualità lei conosceva benissimo, ma aveva il difetto di aver “servito”, come dicono gli americani, con l’ex presidente Tesei.
Paggi non viene considerato un cuor di leone, ma ha le sue competenze. La maggior parte sostiene che non ne poteva più del clima interno alla Regione, della presidente che vuol fare sempre tutte le parti in commedia e se la invitano ai matrimoni vuol essere la sposa, lo sposo e la cantante dell’Ave Maria.
Altri ritengono che ne aveva piene le tasche dei grandi proclami internazionali (l’ultimo è di pochi minuti fa) sui destini del Pianeta del suo assessore di riferimento, ma di non riuscire ad avere indicazioni concrete su come risolvere l’emergenza rifiuti.
Di sicuro l’ottimo assessore Thomas De Luca intende continuare a decidere tutto lui. Ma noi cittadini aspettiamo una batosta di Tari da non riprendersi facilmente eppure continua a non esserci una sola soluzione praticabile per chiudere il ciclo dei rifiuti.
Magari anche Paggi, come tutti i tecnici che hanno un briciolo di competenza in materia, è certo che quel rigagnolo di acqua mostrato in uscita dal tubo in arrivo da Montedoglio per il lago Trasimeno, durante a una solenne celebrazione ufficiale, non può portare 200 litri la secondo, ma al massimo 30 litri.
In ogni caso la Regione perde il direttore di un settore strategico. Di sicuro Paggi, che arrivava dall’Emilia Romagna, non aveva esperienza del nuovo ambiente umbro, dove quel che conta non è confrontarsi e provare a risolvere i problemi per conto dei cittadini, ma farsi propaganda.
Nomi nuovi per il momento non ne girano. Sarà premura di Umbria7 di far sapere. Ma con questa presidente e l’assessore decisionista, più che un nuovo direttore, serve una sorta di vigile urbano grande consumatore di camomilla, che gestisca il traffico tra Proietti e De Luca, esperto in yoga e meditazione trascendentale, indice e pollice chiusi a cerchio e respirazione a corno alpino: ahhuummm.

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