ASSISI (Perugia) – Si è tenuto ieri uno degli appuntamenti più significativi nel calendario delle celebrazioni promosse dal Comitato nazionale per la celebrazione dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi: la visita all’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco, evento di straordinaria intensità religiosa, spirituale e storica, che sta richiamando nella città serafica pellegrini, fedeli e visitatori da tutto il mondo.
L’ostensione, eccezionalmente aperta al pubblico ad Assisi dal 22 febbraio al 22 marzo nel contesto dell’Ottavo Centenario, promosso e organizzato dalla comunità francescana dei Frati Minori Conventuali del Sacro Convento, anche grazie al supporto del Comitato nazionale per la celebrazione dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, rappresenta un’occasione unica di raccoglimento, meditazione e prossimità alla memoria viva del Santo di Assisi. Non si tratta soltanto di un momento di particolare rilevanza devozionale, ma anche di un gesto che restituisce con forza al nostro tempo il cuore del messaggio francescano, nella sua radicalità evangelica, nella sua portata umana e nella sua inesauribile attualità.
Presso la Sala Cimabue del Centro Convegni “Colle del Paradiso” all’interno del complesso monumentale della Basilica e del Sacro Convento di san Francesco, ha aperto il pomeriggio la riflessione tenuta dal custode, fra Marco Moroni, a seguire i saluti istituzionali di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati, e Maria Domenica Castellone, vicepresidente del Senato della Repubblica, quindi l’intervento di Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Subito dopo in Basilica la venerazione individuale silenziosa e il passaggio davanti alle spoglie mortali del Santo.
Ha sottolineato Rondoni: «La visita al segno della vita di San Francesco da parte delle Istituzioni, così come l’aver il Parlamento approvato alla quasi unanimità la mia proposta di restituire agli italiani la festa nazionale del patrono, mostra che nella nostra storia e nel presente è vivo il senso che è meglio avere patroni in cielo che padroni sulla terra».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere Marco Villani, vicesegretario generale della presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a rappresentanti delle istituzioni civili e religiose, in un momento che intende sottolineare il valore universale della figura di san Francesco e la centralità della sua eredità nel cammino culturale, spirituale e civile del Paese.
«Davanti a San Francesco rivolgiamo la nostra preghiera per l’Italia – ha dichiarato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana – San Francesco è esempio, il suo messaggio ha affascinato e ispirato tanti in 800 anni. Oggi ricordiamo in particolare i Francescani di Terra Santa. Siamo qui, con diversi parlamentari, come pellegrini per invocare il suo aiuto e per rendergli onore. In un momento certamente non facile per il mondo, seguire il suo insegnamento e la sua testimonianza rappresenta una speranza di pace».
«È stato un privilegio – ha detto la vicepresidente Castellone – per me e per i senatori che sono stati oggi ad Assisi poter rendere omaggio alle spoglie di San Francesco, in questa occasione molto speciale, direi unica, di esposizione al pubblico, particolarmente valorizzata da Papa Leone con la concessione dell’indulgenza plenaria nelle chiese francescane di tutto il mondo. In un tempo che è attraversato da conflitti, paure e divisioni tornare ad Assisi significa ricordare che esiste un’altra strada: la strada indicata da San Francesco, quella della pace, della fraternità e della responsabilità verso gli altri e verso il creato».
Con questa visita, il Comitato nazionale rinnova il proprio impegno a valorizzare gli eventi del Centenario non soltanto come momenti commemorativi, ma come occasioni vive di riflessione, partecipazione, nella convinzione che il messaggio del Santo di Assisi continui a parlare con singolare forza al nostro presente.
«È molto bello – ha affermato fra Moroni – che i rappresentanti delle istituzioni nazionali siano venuti pellegrini da san Francesco: possa la sua personalità autenticamente evangelica essere per tutti una sana e costruttiva provocazione per un agire responsabile, che abbia il sapore di quel Vangelo di Cristo che, mentre rivela Dio come amico, è allo stesso tempo la bella notizia di un mondo solidale e fraterno».



