PERUGIA – La sala della Fondazione Sant’Anna a Perugia ha ospitato il 14 marzo l’incontro “Giustizia: le ragioni del Sì”, organizzato dal coordinamento delle forza liberali composto da Azione Umbria, Civici X, Europa Radicale, Ora! Umbria e Partito Liberaldemocratico.
Moderati dal giornalista Giuseppe Castellini, direttore di Italia Informa, sono intervenuti Giulio Prosperetti, già vicepresidente della Corte Costituzionale; l’avvocato Francesco Cirillo, del consiglio direttivo di Ora! Umbria; il professor Daniele Porena, componente del Consiglio Superiore della Magistratura e l’avvocato Aldo Poggioni, del Comitato Camere Penali per il Sì.
Giulio Prosperetti ha incentrato il suo intervento sulle criticità del processo attuale: “Già nel 1999 con votazione unanime del parlamento fu introdotto il nuovo articolo 111 della costituzione sul giusto processo che parla di un giudice terzo e imparziale e due parti equidistanti che si confrontano. Oggi il giudice terzo non è tale, perchè appartiene alla stessa carriera del pm. Quindi il processo che sarebbe dovuto divenire accusatorio, resta inquisitorio perché giudice e pm stanno dalla stessa parte. I sostenitori del No dicono che questo subordine non è vero perchè l’Italia è il paese europeo col maggior numero di soluzione. Invece questa cosa prova esattamente il contrario: due terzi dei processi che si fanno oggi, non sarebbero nemmeno dovuti iniziare. In Italia la vera pena è il processo: se ti assolvono dopo 10 anni hai la vita distrutta. La divisione delle carriere serve ad evitare questa situazione e rompere questa contiguità fra pm e giudice”
Daniele Porena centra l’intervento sullo smontare due tesi dei sostenitori del No: “Dicono che la riforma asservisce la magistratura al Governo; ma chi dice questo la riforma non l’ha letta. E ci si dimentica che l’articolo 104 della Costituzione sancisce l’indipendenza della Magistratura: questo non può essere modificato in alcun modo, perché un principio supremo e se il Governo facesse una legge per dare indirizzi alla Magistratura, questa sarebbe incostituzionale. Dicono poi che questa riforma è stata approvata “in fretta” e “dalla destra”. Quale legge non è approvata da una maggioranza? Si dimenticano che il titolo V della Costituzione è stato riformato da una maggioranza di 3 voti e la riforma interessava 15 articoli. Inoltre la fretta a cui fanno riferimento sono i 40 anni che l’Italia ha atteso, da quando Giuliano Vassalli ha introdotto il processo accusatorio”.
Aldo Poggioni ha ricordato come “c’è poco filtro oggi da parte del giudice sulle richieste di rinvio a giudizio da parte del pm, ma anche sulle misure cautelari e sulle intercettazioni”. Ai sostenitori del No secondo cui viene minata l’indipendenza della magistratura risponde. “Questa è disinformazione: girano volantini in cui si chiede alla gente se vogliono giudici asserviti alla politica. Ma questo da noi non può avvenire. Però loro lo dicono, senza spiegare il perché, in quanto è falso. La cosa grave è che questa disinformazione venga dai giudici. Lo fanno perché hanno paura che venga loro tolto il potere, sono loro la vera casta e quindi cercano di spaventare la gente. Gratteri si dimentica che indagati e imputati sono presunti innocenti perché lo prevede la costituzione”.
Francesco Cirillo aggiunge: “L’unico organo di controllo è eletto dalle parti in gioco e questo genera necessariamente delle opacità: il sorteggio è stato introdotto per questo, in maniera integrale per la parte togata. L’altra parte rappresenta la politica e quindi il parlamento, quindi è rappresentativo dello stesso. L’alta corte viene inserita perché la funzione giurisdizionale è oggi effettuata dallo stesso organo eletto e che presenta le opacità menzionate. Questa riforma non è risolutiva né mai potrebbe esserlo, ma è una occasione per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo e per aumentare la trasparenza del modello di governance”.
Sono poi intervenuti: Enrico Bartoccioni (segretario regionale umbro del Partito Liberale Democratico), Andrea Maori (attivista di Europa Radicale), Giorgio Pablo Vallasciani (coordinatore regionale umbro di ORA!), Lorenzo Mazzanti (commissario regionale umbro di Azione e consigliere comune di Perugia), Franco Battistelli (già vice sindaco di Deruta).


