Referendum, Di Girolamo per il No: «Destra in grande difficoltà». L’intervista di Umbria7

L’ex sindaco interviene sul tema della giustizia tra voto, vicende personali, le parole ldi Zaffini. «Infortunio grave per un senatore. Poco rispetto dei malati di cancro»

DIEGO DIOMEDI

TERNI – L’ex sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, analizza le ragioni del No al prossimo referendum sulla giustizia. In questa intervista esclusica diUmbria7, il segretario del Partito Democratico di Terni riflette sul delicato equilibrio tra i poteri dello Stato, commenta le recenti tensioni politiche e condivide la sua esperienza personale con la giustizia, sottolineando l’importanza della partecipazione giovanile per il futuro della città.

Il segretario del Partito Democratico di Terni, interviene nel dibattito referendario sottolineando la necessità di difendere la Costituzione. Secondo l’ex sindaco, la riforma modifica sette articoli seguendo una linea che riduce l’autonomia del potere legislativo. Di Girolamo spiega che «il Parlamento non ha potuto fare il proprio lavoro» e che il rischio concreto è quello di un sistema in cui le Camere risultino sottomesse, alterando inoltre, con il si, l’equilibrio tra i tre poteri dello Stato. L’ex primo cittadino non si sottrae alle domande sulla sua vicenda personale, segnata da lunghi anni di processi. Nonostante le difficoltà, Di Girolamo ribadisce che la sua esperienza diretta gli ha permesso di apprezzare l’attuale assetto del sistema giudiziario italiano. «Posso dire da imputato che le garanzie che ci ha imputato oggi con i tre gradi di giudizio e giudici completamente autonomi» rappresentano una tutela essenziale. Per il segretario Pd, la riforma non tocca i veri problemi come la lunghezza dei processi, ma rischia di creare «grandi difformità sottomettendo il giudizio a un potere forte».

Nel corso del colloquio, Di Girolamo commenta con durezza le parole del senatore Zaffini sulla magistratura. Definisce l’episodio un «infortunio grave», che dimostra «poco rispetto nei confronti di malati che passano giornate difficilissime a combattere per la vita». Secondo l’esponente democratico, il clima politico si è inasprito eccessivamente, arrivando a utilizzare termini impropri che spaziano dal «plotone di esecuzione» al «paramafioso», segnali che egli interpreta come il sintomo di una «destra in grande difficoltà». In conclusione, il segretario esprime soddisfazione per la mobilitazione che sta interessando il Pd ternano, specialmente tra le nuove generazioni. Le attività di propaganda e gli appuntamenti dei Giovani Democratici (un congresso regionale a breve, nel calendario) stanno portando nuova linfa al fronte del no. Secondo Di Girolamo, questa fase referendaria «Sta un po’ risvegliando la coscienza civile del paese» e l’obiettivo è trasformare queste nuove forze nel «futuro del partito e della città».

I video dell’intervista:

Block notes/ Sviluppumbria, Ferrucci doccia scozzese. Pantalla, decisioni già prese da Tesei. Adisu, non stuzzicate il Giacomo che dorme

Imu alle Clarisse, non resta che pregare