Separare in modo netto la spesa per l’assistenza da quella per la previdenza è il passo fondamentale per restituire trasparenza e stabilità al sistema pensionistico del nostro Paese. Questo è il tema principale emerso durante il convegno intitolato «Il bilancio del Sistema Previdenziale Italiano», organizzato a Roma dall’associazione degli anziani e pensionati di Confartigianato. All’incontro ha partecipato il professor Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, che ha analizzato i nodi critici del welfare italiano tra sfide demografiche e tenuta dei conti pubblici. Il Gruppo Territoriale ANAP Terni ha espresso una totale condivisione dei contenuti trattati durante l’iniziativa. Secondo l’associazione, il confronto su questi temi è vitale perché tocca da vicino la quotidianità di milioni di cittadini. In un periodo caratterizzato da forti mutamenti economici, diventa prioritario avanzare proposte concrete che possano offrire garanzie sia a chi percepisce oggi l’assegno pensionistico sia alle generazioni che entreranno nel mondo del lavoro in futuro.
Durante la sua relazione, Brambilla ha messo in luce alcuni dati significativi. Il primo punto riguarda la distinzione tra le diverse voci di spesa. Nel 2024 la parte destinata all’assistenza ha toccato livelli molto alti. Se si considerasse solo la spesa pensionistica pura, questa avrebbe un impatto sul prodotto interno lordo pari a circa l’11,8 per cento. Isolare questa componente permetterebbe di avere una visione più reale e meno allarmistica della sostenibilità previdenziale. Un altro aspetto cruciale toccato dall’esperto riguarda il mercato del lavoro. In Italia si contano quasi dodici milioni di persone in età lavorativa che risultano inattive, a cui si aggiunge una fascia di circa tre milioni di lavoratori irregolari. Per questo motivo, contrastare il sommerso e favorire l’occupazione regolare sono passaggi obbligati per sostenere i conti della previdenza. Infine, è stata evidenziata la necessità di rivedere i meccanismi dell’assistenza per evitare che alcuni sussidi finiscano per scoraggiare la ricerca di un impiego regolare. siDall’incontro è nata la richiesta di una riforma strutturale che renda il modello italiano più semplice e giusto. ANAP Terni ha ribadito che l’analisi teorica deve ora trasformarsi in azioni pratiche. Il convegno di Roma non è stato solo un momento di studio, ma rappresenta il punto di inizio per nuove attività sul territorio. L’obiettivo resta quello di partecipare attivamente al dibattito nazionale portando la voce dei pensionati e dei lavoratori nel confronto sul futuro del welfare.


