Foto Wikipedia Commons

La sanità ha bisogno di un assessore in esclusiva

L’analisi di Nicola Preiti

di Nicola Preiti
Vicepresidente regionale Italia Viva – Casa Riformista Umbria

PERUGIA – Inutile girarci intorno. La sanità dell’Umbria ha bisogno di un assessore dedicato esclusivamente ad essa.
E anche l’assessorato ha bisogno di essere rafforzato, ma con reali competenze. Dicevamo merito, in campagna elettorale, non altri criteri. Riteniamo che una riflessione sulla questione vada aperta tra tutte le forze di maggioranza.

La sanità rappresenta, come è noto, il principale asset strategico della regione non solo in termini di tutela della salute dei cittadini, ma anche in termini economici, rappresentando intorno all’80% del bilancio regionale. Ma la sua importanza è soprattutto politica.
La coalizione di centro sinistra si è affermata con la promessa di superare gli anni critici della gestione sanitaria della destra, di rilanciare il SSR, di renderlo più efficiente, più equo, più moderno e più sostenibile.
Su questo, i cittadini giudicheranno alla fine della legislatura. Non sono consentiti ritardi, contraddizioni o risultati parziali. L’impegno programmatico è chiaro così come le esigenze dei cittadini.

Pertanto, è stato giusto che nell’avvio di legislatura la Presidente abbia voluto mantenere generosamente la delega della sanità, assumendosi così il peso gravoso e la responsabilità politica diretta del settore. E di questo non possiamo che esserle grati.
Ciò ha consentito di avere piena consapevolezza delle problematiche del sistema sanitario regionale e in particolare di assumere la decisione di definire un nuovo piano sanitario che in Umbria manca da quasi 15 anni.
Una sanità priva di programmazione non può essere efficiente per definizione, e lo abbiamo visto in questi ultimi anni.
L’assenza del piano sanitario ha ripercussioni negative nella innovazione, nell’adeguamento del sistema, nella organizzazione dei servizi, nella acquisizione delle nuove tecnologie, nella qualità, nella competitività e attrattività del sistema, sia per i professionisti che per i pazienti.

Esso è quindi indispensabile, e tutta la coalizione di maggioranza ne è consapevole, e ha dato un suo corposo contributo in termini di idee e indirizzo politico, nel solco del programma elettorale.
Attualmente il PSSR è in via di definizione e su di esso si gioca il futuro della sanità in Umbria. Ma bisogna stringere i tempi.
La definitiva adozione del piano richiede un iter concertativo e partecipativo complesso e faticoso, fatto di incontri, confronti e approfondimenti con tutti gli stakeholder della regione, istituzionali, sociali, professionali, enti locali. Un percorso non formale, ma che auspichiamo di reale apertura per costruire insieme il prodotto migliore per l’Umbria.

E una volta approvato, sarà sostanzialmente un documento. Per realizzare gli obiettivi programmati e per trasformare e modernizzare il sistema innalzando la sua qualità, la sua efficienza e sostenibilità, è necessaria la sua rapida attuazione seguendo strettamente la concretizzazione di ogni passaggio previsto. Senza dimenticare che intanto bisogna mandare avanti il sistema con maggiore efficienza, realizzare gli obiettivi e far funzionare le strutture del PNRR, ridurre le liste d’attesa e canalizzare le scelte e le attività nell’orizzonte del PSSR.

Per tutto ciò riteniamo necessaria e urgente la nomina di un assessore regionale dedicato alla sanità con impegno esclusivo. Questa figura, che in Umbria c’è sempre stata, rafforza la sanità, ottimizza il funzionamento dell’assessorato, con ruolo politico ben distinto da quello tecnico, e tra l’altro esenta la Presidente dalle polemiche quotidiane e le restituisce uno spazio di mediazione e decisionale al più autorevole livello politico.
Tale risoluzione può essere assunta senza alterare gli attuali equilibri di giunta grazie alla Legge n. 122 dell’8 agosto 2025 che dà la possibilità di nominare fino a due assessori in più nelle regioni con popolazione fino a un milione di abitanti, previa modifica dello Statuto da parte del Consiglio Regionale.

Insomma, un assessore alla sanità per accelerare il raggiungimento di risultati concreti e percepibili dai cittadini, e rafforzare la prospettiva riformatrice della regione.

Sanità, Giambartolomei (FdI): «Proroga a privati senza regole e programmazione»

Perugia e il Centro per la Famiglia, Volpi: «Servizio sospeso senza continuità: servono tempi certi»