Lavoro e dignità al centro della mobilitazione a Terni il primo maggio

Le organizzazioni giovanili di Pd, M5S e Sinistra Italiana si riuniscono in Piazza Solferino per denunciare la precarietà e chiedere il salario minimo

TERNI- Venerdì 1° maggio 2026, dalle ore 17.30 alle 19.00 in Piazza Solferino a Terni, le organizzazioni giovanili Giovani Democratici, Network Giovani M5S e Unione Giovani di Sinistra promuovono l’iniziativa «Se questo è lavoro: voci di ragazze e ragazzi che non vogliono essere complici». In una città storicamente legata al lavoro industriale come Terni, le nuove generazioni si trovano oggi a fare i conti con precarietà, insicurezza e mancanza di prospettive. Nonostante siano tra le più istruite di sempre, giovani lavoratrici e lavoratori vivono condizioni spesso peggiori rispetto a quelle delle generazioni precedenti tra tirocini senza fine, salari insufficienti, contratti irregolari e lavoro nero. L’iniziativa nasce per dare voce a chi rifiuta un sistema che normalizza lo sfruttamento e nega dignità. Il lavoro deve tornare a essere uno strumento di libertà e autodeterminazione, non un luogo di ricatto o di rischio.

Particolare attenzione viene dedicata alle disuguaglianze che attraversano il mercato del lavoro. Donne, persone con disabilità, comunità queer e persone razzializzate continuano a incontrare ostacoli strutturali e culturali. Per questo i promotori chiedono un cambiamento profondo che metta al centro la persona e riconosca il valore delle differenze. Al centro della mobilitazione si trova anche il tema della formazione e del rapporto tra scuola e lavoro. Le recenti politiche che spingono verso una visione produttivistica dell’istruzione sollevano forti preoccupazioni, soprattutto alla luce degli incidenti e delle morti nei percorsi di formazione. La scuola deve restare un luogo sicuro e formativo, non subordinato alle logiche del profitto. Durante l’iniziativa si parla inoltre delle condizioni nei settori della ristorazione, del turismo e dei servizi, dove troppo spesso precarietà e sfruttamento rappresentano la norma. I promotori chiedono l’introduzione di un salario minimo, maggiori controlli e politiche concrete di sostegno al reddito. «Il problema non è che i giovani non vogliono lavorare, ma che non accettano più di essere sfruttati. Scendiamo in piazza insieme per rivendicare diritti, dignità e futuro» spiegano gli organizzatori.

Sanità, Fratelli d’Italia chiede il conto alla Proietti: «Liste d’attesa raddoppiate, Domus Gratie ai saluti e quelle 400 pagine che spaventano»

Perugia, centro e periferie diventano vicini per gli studenti: torna Gimo