PERUGIA – “Torniamo a parlare di nodo di Perugia. Lo ricordo brevemente. Vent’anni fa sì, poi il Pd ha detto no, poi ha detto sì, poi ha detto no”: inizia così un lungo video postato sui social da Enrico Melasecche, ora capogruppo della Lega a palazzo Cesaroni ed ex assessore regionale ai trasporti.
“Adesso cosa dicono l’assessore De Rebotti e la presidente Proietti? Triplo sì, ma che significa no – afferma Melasecche – Quando è che la politica del campo largo diventerà seria ed affronterà i problemi senza pregiudizi, senza ideologismi, ma badando all’interesse degli umbri? Su questo tema cruciale per il presente e futuro non solo di Perugia, ma dell’intera Umbria, siamo ormai al caos più completo. Nella confusione istituzionale in cui vari assessori, sindaci, presidente di regione e loro assessori, raccontano di tutto e di più, adesso l’assessore De Rebotti si improvvisa insieme alla presidente Proietti e dice un sì, sì, sì, ma che significa no. In sostanza il giocattolo lo vogliono tutto e subito”.
Aggiunge il capogruppo leghista: “Mai vista una cosa del genere. Quindi non più il primo stralcio. Non si deve fare il cosiddetto Nodino il cui il progetto definitivo è pronto da quasi due anni, ma in una sorta di braccio di ferro con il mondo intero. O mi dai tre miliardi o per dispetto non lo faccio. Solo degli sciocchi possono pensare di agire come mai farebbe un buon padre di famiglia, un buon amministratore e un politico serio. C’è ormai a sinistra un vuoto pneumatico che sta bloccando l’Umbria. Cosa sta facendo l’Anas? Sta facendo il consolidamento delle due gallerie Pallotta e Madonna Alta. Lavorano di notte. Forse dovranno cominciare a lavorare anche di giorno con problemi non indifferenti. Fra un anno circa dovrebbe partire il cantiere di ampliamento delle rampe di Porte San Giovanni. Lavori che non termineranno prima del 2028. Ci ritroveremo nel 2029 in piena campagna elettorale per le regionali ma anche per le comunali di Perugia con il caos più totale e con il progetto del nodo che sarà diventato irrealizzabile. Perché? Perché semplicemente che dai tre miliardi che ci vogliono oggi nel suo complesso a quattro corsie, perché De Rebotti ha detto che lo vuole, tutto subito e a quattro corsie, probabilmente costerà nel 2029 tre miliardi e mezzo o quattro miliardi”.
E ancora: “Chi si è espresso fino ad oggi? Dopo l’assessore De Rebotti con una intemerata assurda in consiglio regionale ha risposto il mondo delle imprese, Confindustria e Ance dicendo che è assolutamente indispensabile realizzarlo per non bloccare lo sviluppo dell’Umbria. Si è espresso ripetutamente il comitato ‘Chi salverà Porte San Giovanni’ che ha messo in ridicolo la sindaca Ferdinandi, i suoi assessori e la giunta regionale. Quindi va bene tutelare cani e gatti, gli amici dell’uomo, i quadrupedi, ma gli umani, le persone che camminano su due gambe, dice il comitato, valgono nulla? La situazione in quell’area, Balanzano, Ponte San Giovanni, Collestrada, ha un inquinamento oggi elevato. Le famiglie, le imprese che languono, le imprese che sono costrette a trasferirsi altrove, tutto questo conta nulla? Le file interminabili, la qualità della vita, è mai possibile che tutto questo per questi pseudoambientalisti talebani conti nulla? Allora, hanno ricominciato a dire no chi? Legambiente, tanto per cambiare, non so chi rappresenti. La Cgil che ha disastrato il trasporto pubblico dell’Umbria con miliardi dell’epoca di debiti, oggi decine di milioni, con Umbria Mobilità portata allo sfacelo”.
Dichiara di seguito Melasecche: “E gli umbri? Gli umbri stanno a guardare, con molti pentiti, amaramente di aver creduto alle favole raccontate in campagna elettorale. E allora io credo che è arrivato il momento in cui bisogna parlare tutti chiaro. Do l’appuntamento alle prossime elezioni, do l’appuntamento ad ogni giorno che passa, perché ogni giorno decine di migliaia di persone mandano maledizioni per quella dramma, per quella situazione incredibile in cui file continue, incidenti ripetuti sulle gallerie, fuori dalle gallerie, a Balanzano, a Collestrada. Allora veramente siamo giunti all’assurdo”.


