Ancora scontro sulla sanità. «Fermato il disavanzo», «Basta propaganda sulla pelle dei cittadini»

Botta e risposta Regione-centrodestra

PERUGIA – Si accende ancora una volta lo scontro politico su un tema centrale come quello della sanità. La giunta regionale ha annunciato che “nel 2025 le 4 aziende sanitarie umbre hanno erogato maggiori prestazioni e hanno registrato un utile di quasi 100 mila euro. E’ questo il risultato ottenuto dall’amministrazione regionale guidata da Stefania Proietti, sottolineando che nel 2024 le 4 aziende contavano un disavanzo di 34 milioni. In sostanza è stato fermato il disavanzo continuando a garantire i servizi anzi implementandoli in vari ambiti socio sanitari”.
Le cifre sono state diffuse durante la seduta dell’assemblea legislativa direttamente dalla presidente. “A conferma della solidità della gestione finanziaria intrapresa – si legge ancora – anche il Tavolo di verifica degli adempimenti (Ministero economia e finanza e Ministero della salute) ha certificato il pieno equilibrio economico del settore sanitario umbro per l’anno 2025, escludendo l’attivazione di procedure sanzionatorie e quindi confermando l’assoluta solidità dei conti regionali e l’efficacia delle politiche di monitoraggio messe in atto da questa Giunta. Questo accade in un momento in cui molte regioni sono state richiamate dal Mef a compiere azioni o manovre finanziarie per ripianare i disavanzi. Per riportare in equilibrio il Servizio sanitario regionale (Ssr) nel 2025 sono state messe in campo da parte dell’assessorato e della direzione salute numerose e dettagliate azioni di efficientamento”.
E ancora: “È stata istituita una Cabina di regia regionale con il compito di coordinare in modo sistemico le azioni di governo della spesa e di efficientamento del Ssr, individuando aree prioritarie di intervento nella mobilità interregionale, nella riattivazione della governance della spesa farmaceutica e dei dispositivi medici, nella centralizzazione degli acquisti con il rafforzamento del ruolo delle società in house e nella revisione delle reti. È stata inoltre introdotta una procedura strutturata di monitoraggio mensile dei conti aziendali che rappresenta il passaggio da un controllo ex post a un controllo gestionale in corso d’anno”.
Come ha riferito la presidente in aula “le azioni avviate nel 2025 in vista del piano socio sanitario regionale, configurano già un cambio di paradigma nella gestione del Servizio sanitario regionale umbro: da un modello che negli anni precedenti ha dovuto far fronte a una crescita della spesa in linea con il trend nazionale, ma più difficilmente sostenibile in ragione della dimensione del finanziamento regionale, il che ha portato a un aumento del disavanzo negli ultimi 5 anni, a un modello fondato sul governo strutturale dei principali driver di spesa, sul rafforzamento dei sistemi di controllo e accountability, sull’utilizzo di strumenti contabili evoluti per la misurazione dei costi e sulla responsabilizzazione della governance aziendale”.
La Regione ha quindi fornito i dai relativi ai risultati di chiusura 2025: “ASL UMBRIA 1 (19.992,76 euro); ASL UMBRIA 2 (41.303,23 euro); AZIENDA OSP.PG (24.987,98 euro); AZIENDA OSP.TR (13.082,00 euro); TOTALE AZIENDE (99.365,97 euro). Una chiusura in equilibrio rispetto al dato negativo di chiusura dei bilanci delle aziende nell’anno 2024 che ammontava a – € 34.000.560,00. Tutto questo garantendo maggiori servizi come dimostrato dal maggiore valore di produzione: + 74 milioni di euro nel 2025 rispetto al 2024”.

La replica dell’opposizione

Non si è fatta attendere la risposta dell’opposizione di centrodestra: “La Regione Umbria – dicono i consiglieri regionali Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti (FDI), Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI), Nilo Arcudi (Tp-Uc) – ha diffuso una nota ufficiale nella quale sostiene che le ASL Umbria 1 e 2 e le aziende ospedaliere di Perugia e Terni avrebbero chiuso i bilanci in attivo o comunque in equilibrio. Peccato che, pochi minuti dopo, rispondendo in Aula ad una interrogazione dell’opposizione, la stessa presidente Proietti abbia illustrato dati diametralmente opposti: oltre 68 milioni di euro di disavanzo per ASL Umbria 1, 105 milioni di perdita per ASL Umbria 2, 47 milioni per l’Azienda ospedaliera di Perugia e oltre 12 milioni per l’Azienda ospedaliera di Terni”. Per la minoranza si tratta di “numeri che complessivamente sfiorano i 233 milioni di euro di disavanzo e che risultano incompatibili con la narrazione trionfalistica diffusa dalla Regione attraverso i propri canali istituzionali. Esiste inoltre una recente delibera approvata dalla stessa Giunta regionale, la n.378 del 24 aprile 2026, nella quale si dà espressamente atto della necessità di immettere e ripartire oltre 103 milioni da destinarsi alla garanzia dell’equilibrio 2025 delle Aziende Sanitarie regionali e del SSR nel suo complesso, oltre al versamento dei 34 milioni derivanti dal payback farmaceutico e i 14 milioni di Arpa”.
Affermano ancora dall’opposizione: “Da mesi la sinistra continua a fare propaganda sulla sanità e sulla pelle dei cittadini umbri, tentando di raccontare una realtà che viene quotidianamente smentita dai fatti. Nonostante la Regione abbia imposto una stangata fiscale di oltre 184 milioni di euro, gli umbri continuano a fare i conti disservizi sempre più evidenti: liste d’attesa interminabili, aumento della mobilità passiva, riduzione della capacità attrattiva del sistema sanitario regionale, difficoltà di accesso alle prestazioni e persino impossibilità di prenotazione presso numerosi sportelli CUP”. Terminano dal centrodestra: “Su una materia così delicata non è più tollerabile assistere a operazioni di propaganda costruite per nascondere problemi che gli umbri stanno vivendo ogni giorno sulla propria pelle”.

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