Benessere è partecipazione: i giovani riprendono spazio

Di ELENA CECCONELLI

Presentato a Palazzo Bazzani il nuovo modello di intervento integrato tra istituzioni e terzo settore


TERNI – Non più semplici spettatori, ma attori principali del proprio futuro: con la conferenza stampa di oggi presso la sala del consiglio, la Provincia di Terni ha dato ufficialmente il via a “NOI PROTAGONISTI: Benessere è Partecipazione”. Il progetto, sostenuto dall’UPI e guidato dall’Ente capofila in sinergia con Associazione San Martino, Laboratorio IDEA, Cooperativa E.Di.T e Il Quadrifoglio, si propone di rivoluzionare l’approccio al disagio giovanile nel territorio.

Alla presenza del Vice Presidente Francesco Maria Ferranti, dell’Assessore Tiziana Laudadio e delle massime autorità scolastiche, è stato delineato un piano d’azione capillare che toccherà Terni, Narni, Amelia e l’Orvietano fino a luglio 2027. L’intervento non si limiterà alle mura scolastiche, dove pure sono previsti laboratori su dipendenze, affettività e life skills per i più giovani, ma uscirà attivamente nelle strade e nelle piazze digitali. Grazie all’innovativo sportello “Zero Pressure” e alle unità di strada, psicologi ed educatori intercetteranno il bisogno di ascolto lì dove si manifesta, dai luoghi della movida alle piattaforme social, offrendo un ponte verso i nuovi HUB territoriali. Questi ultimi diventeranno presidi fisici di accoglienza e co-progettazione, trasformando la prevenzione in un’opportunità di autoimprenditorialità e crescita personale.

Un’alleanza concreta che, come sottolineato dai partner presenti, mira a rompere le barriere dell’isolamento sociale attraverso l’arte, il dialogo e il rafforzamento dell’autodeterminazione dei ragazzi tra i 14 e i 35 anni.

«Come Provincia siamo molto attenti al tema del disagio e delle devianze giovanili – ha dichiarato il vice Presidente Ferranti – e abbiamo realizzato questo progetto che vuole aiutare concretamente le giovani generazioni con attività che esaltino il loro protagonismo. Ringrazio le scuole, le associazioni coinvolte, l’Upi Umbria e gli uffici dell’amministrazione che hanno realizzato questa iniziativa. Un’iniziativa importante – ha proseguito Ferranti – che vuole aiutare a formare le generazioni del futuro perché i giovani di oggi saranno la classe dirigente di domani. Ma per costruire un percorso virtuoso – ha concluso – c’è bisogno di una sinergia fra tutti i soggetti coinvolti, comprese le famiglie le quali hanno un ruolo fondamentale».

Il Presidente di Upi Umbria Marco Bruni ha sottolineato il ruolo di Upi. «L’Unione delle Province – ha detto – ha promosso anche quest’anno iniziative positive e virtuose volte a sostenere le politiche giovanili. Questo importante progetto – ha poi osservato – si cala pienamente nelle strategie a livello nazionale e intercetta altre iniziative che stiamo portando avanti, come ad esempio, Good Vibes che riguarda il divertimento sicuro. Sono tutti elementi che compongono un quadro d’insieme finalizzato a sostenere le giovani generazioni e ad affrontare le più importanti problematiche sociali». «Province X Giovani nasce come risposta a devianze sociali e problemi giovanili soprattutto post pandemici», ha spiegato la referente del progetto per la Provincia, Alessandra Rossi.

«I dati europei e nazionali – ha aggiunto – sono allarmanti. Le iniziative si svolgeranno fino a luglio 2027 mettendo al centro ragazze e ragazzi». Le rappresentanti delle quattro associazioni hanno poi sottolineato la convinzione nel partecipare a questo progetto «che ha – hanno sottolineato – una valenza significativa, perché punta a costruire un rapporto positivo fra società e giovani in un periodo di grande difficoltà come quello che tante ragazze e ragazzi vivono oggi. Un disagio a cui spesso è difficile far fronte autonomamente ed uscirne da soli. Realizzare progetti concreti che i giovani possano svolgere e sperimentare significa provare a dare risposte tangibili».

I dati – Una ricerca promossa da Unicef e Osservatorio Openpolis tra il 2023 e 2024 mette in luce dati preoccupanti. Oggi il suicidio costituisce la seconda causa di morte in età compresa tra 15 e 24 anni e l’autolesionismo colpisce in Europa circa 1 adolescente su 5. Più di un adolescente su 7, tra i 10 e i 19 anni, convive con un disturbo mentale diagnosticato che, nel 40% dei casi circa, corrisponde ad ansia e depressione. Peggiorano anche le patologie legate alle dipendenze da sostanze e comportamenti, con disturbi legati al non corretto utilizzo dei social e delle piattaforme web.

Quasi 100mila ragazze e ragazzi presentano una dipendenza da social media, correlata con le difficoltà nell’instaurare una relazione costruttiva con genitori e adulti. Il fenomeno delle baby gang e della microcriminalità giovanile è un altro aspetto da collegare a questo diffuso malessere e all’incremento delle forme di disagio psicologico. Oltre 370 mila giovani infine dichiarano di avere dipendenza da cibo e disturbi alimentari. Il COVID-19 può essere definito infine un agente «detonatore-acceleratore-eversivo» di malesseri già presenti.

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