«Zes, Perugia non può restare esclusa dalle opportunità di sviluppo»

L’ordine del giorno di Mazzanti e Carini (Pensa Perugia)

PERUGIA – I consiglieri comunali Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini del Gruppo Pensa Perugia hanno depositato un ordine del giorno in Consiglio comunale per chiedere «un’azione forte e condivisa a sostegno del Comune di Perugia e dei territori umbri esclusi dalle principali agevolazioni previste nell’ambito della Zona economica speciale unica (Zes)».
Come spiegano i consiglieri, l’atto punta «ad aprire un confronto istituzionale con Regione Umbria, Governo e parlamentari umbri affinché, nella definizione della nuova Carta degli aiuti a finalità regionale, vengano rivisti gli attuali criteri che oggi penalizzano il territorio perugino».
«L’estensione della Zes anche all’Umbria rappresenta certamente un’opportunità importante per il nostro territorio, ma non possiamo ignorare il fatto che Perugia, pur essendo il principale polo urbano, universitario ed economico della regione, sia oggi esclusa dalle misure più rilevanti, a partire dal credito d’imposta per gli investimenti produttivi».
Nel documento si evidenzia infatti come «soltanto 37 comuni umbri su 92 rientrino attualmente nelle aree ammesse ai principali incentivi economici previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato, lasciando fuori la città di Perugia».
«Questa situazione rischia di creare un evidente squilibrio competitivo interno alla regione – proseguono i consiglieri – con conseguenze negative sulla capacità di attrarre investimenti, sostenere le imprese e creare nuova occupazione nel territorio perugino. È necessario aprire una riflessione seria e condivisa sul futuro assetto della Carta degli aiuti regionale».
L’ordine del giorno «impegna l’Amministrazione comunale ad attivarsi presso Regione Umbria e Governo affinché la nuova perimetrazione tenga conto delle reali esigenze economiche e produttive del territorio, valorizzando il ruolo strategico di Perugia come città universitaria, centro di servizi e nodo fondamentale per lo sviluppo regionale».
«Non chiediamo privilegi – concludono Mazzanti e Carini – ma condizioni eque che consentano anche a Perugia di competere e crescere. In una fase economica complessa, servono strumenti capaci di sostenere concretamente investimenti, innovazione e occupazione. È interesse dell’intera Umbria evitare nuove disparità territoriali e costruire una strategia di sviluppo realmente inclusiva».

Perugia, sì alle bodycam per la polizia locale

Addio a Sandra Zacchi e Sergio Repetto, la scuola umbra in lutto