«No alla Medio Etruria, meglio potenziare i collegamenti interni»

Lo dice la Filt Cgil. E sul Nodino di Perugia: «Prima investiamo nei mezzi pubblici»

PERUGIA – La Filt Cgil boccia su tutta la linea la realizzazione della nuova stazione alta velocità Medio Etruria in Toscana e sollecita, invece, la realizzazione dei collegamenti ferroviari diretti tra Perugia e la linea Firenze-Roma, così da ridurre notevolmente i tempi di percorrenza dei treni.
Allo stesso tempo, invita le istituzioni a realizzare il Nodino di Perugia solo dopo aver prima messo in campo tutte le strategie e opzioni per far sì che gli utenti utilizzino i mezzi pubblici per raggiungere il capoluogo di regione, fino al massimo delle loro potenzialità, potenziandoli e introducendo incentivi per il loro utilizzo. Si può sintetizzare così la visione dell’organizzazione sindacale regionale Filt Cgil sui due dei temi più centrali e attuali della mobilità in Umbria. A fare il punto su questi due ambiti, strategici per lo sviluppo dei collegamenti e dei trasporti regionali è stato, con una conferenza stampa che si è tenuta martedì 12 maggio alla Camera del lavoro di Perugia, il segretario generale Ciro Zeno, affiancato dai membri della segreteria regionale.
“Abbiamo organizzato questo incontro – ha spiegato Zeno – perché si torna a parlare di infrastrutture che richiederebbero investimenti enormi, ma che non hanno una visione strategica a lungo termine e che quindi non sarebbero risolutive per i problemi atavici della nostra regione. Basti pensare che solo per arrivare all’ipotetica stazione di Creti, da Perugia ci vorrebbe quasi un’ora di automobile, oppure l’utilizzo di più mezzi pubblici, con vari cambi: improponibile. Noi chiediamo innanzitutto di investire sulle infrastrutture ferroviarie interne: non è possibile che per arrivare a Roma ci vogliano più di tre ore”. La Filt Cgil, oltre a chiedere il raddoppio e il potenziamento delle linee ferroviarie interne, ha infatti rilanciato la proposta di realizzare una “bretella” tra Borghetto e Castiglione del Lago – “già prevista nel Piano trasporti”, ha sottolineato Zeno –, che colleghi direttamente la linea ferroviaria proveniente da Perugia con la linea Firenze-Roma, così da evitare l’ingresso nella stazione di Terontola e il relativo cambio banco, operazioni che richiedono molto tempo.
“Soluzione identica – ha aggiunto Zeno – potrebbe essere adottata a Terni, così da evitare l’ingresso nella stazione cittadina e sfruttando al massimo la nuova linea ex Fcu da Perugia a Roma in 2 ore e 30 minuti. L’unica stazione Alta velocità concepibile oggi in Umbria sarebbe a Ponticelli di Città della Pieve (dove linee direttissima e lenta si affiancano) località facilmente raggiungibile da Perugia attraverso il potenziamento della via Pievaiola”. Per quanto riguarda il cosiddetto Nodino di Perugia, la Filt Cgil non si dichiara contraria a priori, ma sottolinea la necessità di monitorare e analizzare i flussi automobilistici su quelle tratte, per evitare progetti che “non sarebbero risolutivi”. “Prima investiamo nei mezzi pubblici – ha chiarito il segretario generale dell’organizzazione sindacale –. Ci sono treni e pullman che viaggiano mezzi vuoti, mentre la Regione Umbria dà circa un miliardo di euro a Trenitalia per il nuovo accordo di servizi. Forse sarebbe bene riuscire prima a saturare la capacità di treni e mezzi pubblici prima di realizzare infrastrutture di cui non i reali impatti su mobilità e comunità locali”.
“C’è da fare un grande lavoro – ha concluso Zeno – per cambiare la mentalità dei cittadini sulla mobilità, facendo in modo che gli utenti preferiscano utilizzare i mezzi pubblici, ma questi devono essere innanzitutto più economici, efficienti ed efficaci. Le istituzioni ci devono credere e investire, anche avendo il coraggio di chiudere ad esempio nei weekend i centri storici alle automobili, e soprattutto portando avanti quel Patto per l’amore dei trasporti umbri che hanno sottoscritto con noi a gennaio”.

“Vivere l’Umbria è vivere davvero”: la campagna per il turismo primavera-estate

Maxi appalto USL Umbria 2, ACTL si aggiudica tre lotti su quattro nella gara da 120 milioni