TERNI – Il prato, le sculture di Mattiacci, il percorso fitness, l’albero con i disegni dei bambini appesi ai rami, i cani che si rincorrono. Il Parco Ciaurro è come l’Arca di Noè: accoglie tutti. Solo che i cani anziché essere tenuti al guinzaglio sgambano tra i bambini che giocano, gli sportivi invece di dedicarsi al potenziamento di braccia e gambe sono costretti a zizzagare tra gli uni e gli altri, i “riccioli” di Mattiacci invece di essere ammirati vengono scambiati per panche su cui fare il picnic. Quindi cartacce, bicchieri di plastica, bottiglie di birra, cani sciolti, sempre meno bambini, pochissimi sportivi (molti hanno paura degli animali).
I racconti di mamme costretta a litigare con i proprietari degli amici a quattro zampe non si contano. Le multe zero. Nessun controllo. Tanti progetti per quel parco urbano – dalla piantumazione di nuovi alberi alla riqualificazione illuminotecnica – ma nessun controllo.


