PERUGIA – Sono oltre 250mila in Italia e più di 3mila in Umbria le persone che convivono con una malattia infiammatoria cronica intestinale, patologie che richiedono cure continue, diagnosi tempestive e una presa in carico multidisciplinare. Numeri al centro del World IBD Day 2026, celebrato a Perugia con l’incontro “Più vicini ai pazienti: una rete di cure e risposte in Umbria”, promosso da AMICI Italia ETS all’Aula Montalcini del Palazzo Creo. L’iniziativa ha riunito pazienti, specialisti e rappresentanti delle istituzioni sanitarie regionali per fare il punto sulla rete gastroenterologica umbra e sulle prospettive di cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui morbo di Crohn e colite ulcerosa. “La straordinaria risposta di pubblico testimonia quanto sia fondamentale abbattere le barriere comunicative e costruire un dialogo diretto tra pazienti, famiglie e specialisti della nostra regione”, ha dichiarato Raffaele Cerbini, presidente regionale di AMICI Umbria. “Oggi abbiamo ribadito con forza le priorità di chi convive con una malattia infiammatoria cronica intestinale: una reale capillarità dell’assistenza sul territorio, risposte tempestive nell’accesso alle terapie più innovative e percorsi di cura personalizzati”. “Usciamo da questa giornata – ha aggiunto Cerbini – con la certezza che una comunità informata e unita sia la leva principale per spingere le istituzioni verso una sanità di prossimità sempre più efficiente e vicina al cittadino. Perseguire questo traguardo e tutelare i diritti e la qualità di vita dei malati rappresenta il fulcro della missione di AMICI”. “La Regione Umbria si è dotata di una rete gastroenterologica che deve diventare sempre più capillare – ha spiegato Gabrio Bassotti, direttore della struttura complessa di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia -. Abbiamo cominciato intanto a interagire con i vari presidi territoriali, a partire dalle due aziende principali, quella di Perugia e quella di Terni, cui poi si affiancano tutti i vari servizi territoriali. Tutto questo nell’ottica di migliorare l’integrazione fra territorio e aziende, ospedali e università in modo da poter favorire un migliore approccio dei pazienti e una migliore prospettiva terapeutica”. Durante l’incontro è stato approfondito anche il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali. “Abbiamo messo allo stesso tavolo gastroenterologi, chirurghi, radiologi, pediatri, nutrizionisti e psicologi”, ha spiegato Attilio Solinas, responsabile territoriale della rete e del servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva del Poliambulatorio Europa di Perugia. “Il percorso diagnostico terapeutico assistenziale serve a facilitare l’accesso alle diagnosi e alle cure e viene aggiornato costantemente in base alle nuove evidenze scientifiche”. Presente all’iniziativa anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei. “È fondamentale analizzare la rete di cura e assistenza dei pazienti, dall’alta specializzazione degli ospedali hub fino alla rete territoriale e al ruolo dei medici di famiglia”, ha affermato. “I medici di medicina generale hanno un compito cruciale: non sottovalutare i sintomi e favorire una presa in carico tempestiva. Oggi ad aiutare questo processo c’è anche il fascicolo sanitario elettronico, che consente una vera presa in carico del paziente all’interno della rete sanitaria regionale”. All’incontro hanno partecipato anche Daniela Donetti, direttrice Salute e Welfare della Regione Umbria, Ottavio Nicastro, direttore sanitario di USL Umbria 1, Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Simona Carosati, direttrice sanitaria dell’ospedale di Perugia, oltre al direttore generale di AMICI Italia, Salvo Leone, collegato da remoto.





