ASSISI (Perugia) – Ci sono semi che restano a lungo sotto terra, che apparentemente sembrano immobili o invisibili. Eppure è proprio lì, nel tempo dell’attesa e della cura, che inizia la trasformazione. È da questa immagine simbolica che nasce “Trasformiamo”, il titolo scelto dal Serafico di Assisi per l’edizione 2026 della Festa in Amicizia in programma il prossimo 30 maggio a partire dalle 16 nel Parco della realtà assisana. Un titolo che racchiude il senso più profondo del lavoro che ogni giorno viene portato avanti accanto ai bambini e ragazzi con disabilità complesse, un lavoro paziente e quotidiano che fa emergere talenti, possibilità e autonomie spesso invisibili agli occhi del mondo.
Non un cambiamento astratto, dunque, ma qualcosa che passa attraverso le mani, i gesti, i laboratori, le relazioni, l’esperienza sensoriale. Per questo la Festa di quest’anno accompagnerà i visitatori in un vero e proprio percorso trasformativo ispirato al seme e al grano, simboli profondamente legati anche alla spiritualità francescana. Nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco, infatti, il Serafico sceglie di rileggere il suo messaggio partendo proprio dall’immagine del seme: quello che cade nella terra e che apparentemente scompare, ma che nel tempo genera vita e porta frutto. Francesco stesso, infatti, è stato un seme: i frutti della sua rivoluzione umana e spirituale hanno dato vita, nel corso dei secoli, a uno sguardo nuovo sull’uomo fragile, povero e scartato.
Ed è proprio qui che il messaggio francescano continua ancora oggi a germogliare: il Serafico, infatti, è il luogo in cui quel seme continua a dare frutto attraverso la cura, la riabilitazione e il Progetto di Vita costruito attorno a ogni ragazzo. Un percorso che non si limita all’assistenza sanitaria, ma che accompagna ognuno nella sua interezza: desideri, capacità, emozioni, relazioni, possibilità future. “Al Serafico infatti – spiega la presidente Francesca Di Maolo – ogni intervento educativo, riabilitativo e laboratoriale nasce proprio da questa idea: aiutare ciascuno a esprimere il meglio di sé, anche quando le potenzialità sembrano nascoste o difficili da riconoscere. È un lavoro quotidiano fatto di competenze, pazienza e fiducia, in cui la fragilità non viene considerata un limite da contenere, ma una vita da custodire e far crescere rispettando tempi, possibilità e unicità di ognuno”.
Durante la Festa in Amicizia, a ingresso gratuito e aperta a tutta la comunità, i partecipanti attraverseranno cinque postazioni esperienziali che ripercorrono il viaggio del grano, dalla semina fino al pane condiviso. Si partirà dall’orto, dove ciascuno potrà seminare un chicco di grano e portare con sé il proprio vaso; poi si passerà alla macina, per vedere il grano trasformarsi in farina attraverso il movimento e il suono della pietra. Nella terza postazione la farina diventerà un impasto colorato con cui realizzare anche un’opera collettiva, lasciando sul pannello comune la propria traccia. Ci sarà poi uno spazio dedicato alla biodiversità e alle trasformazioni presenti in natura, grazie alla partecipazione del Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi e del Nucleo Carabinieri Tutela Biodiversità di Formichella, che accompagneranno i visitatori in un percorso tra immagini, racconti e cambiamenti naturali; il viaggio si concluderà nel pane, simbolo finale della trasformazione: il chicco seminato, custodito e lavorato, diventa qualcosa da condividere con agli altri.
Più che una Festa, dunque, un’esperienza da vivere con le mani, con i sensi e con lo sguardo, per ricordare che ogni vita, anche quella che appare più fragile o invisibile, custodisce dentro di sé un potenziale che può fiorire.


