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Regione/ Parte finalmente la gara per il trasporto pubblico, ma intanto buttati due anni e 30 milioni

Un servizio a caro prezzo e con “bus mezzi vuoti” (Zeno, Cgil). E torna la questione di come vengono spesi i soldi della stangata delle tasse. In Puglia il governatore Decaro, Pd, dopo il disastro Emiliano, si è almeno scusato e ha mostrato i dati veri per i quali non si poteva farne a meno

DI Marco Brunacci

PERUGIA – È arrivato l’annuncio della gara Tpl, Trasporto pubblico locale. Significa che, se non ci sono altri impicci, finalmente si vanno ad assegnare lotti di trasporto umbro a società che garantiranno il servizio a un costo minore di quello che, complessivamente, viene sopportato oggi dalla Regione.
L’annuncio dell’assessore De Rebotti è tanto benvenuto, quanto non si può far finta di non sapere che il ritardo accumulato dalla nuova giunta Proietti, rispetto ai piani della giunta Tesei, di fatto costerà al bilancio regionale non meno di 30 milioni in più, con due anni di lungaggini che potevano essere evitate.
E questo sempre che non ci siano ulteriori intoppi.
La gara per l’assegnazione dei lotti del trasporto pubblico era stata ritenuta un’urgenza dalla Corte dei Conti e la presidente Proietti, davanti all’allora presidente della Corte, Colosimo, si era impegnata
a farne una priorità.
Poi, invece, tanti passaggi. E il denaro speso per i ritardi. E per mantenere a caro prezzo un servizio di autobus “mezzi vuoti”, per ammissione di Ciro Zeno, il grande architetto dei traporti pubblici
umbri, capo dei potenti autoferrotranvieri della Cgil.
Conclusione: sono stati già bruciati 30 milioni su questo altare.
Conclusione aggiuntiva. A cosa sta servendo la stangata delle tasse? A coprire inefficienze e a finanziare capitoli di spesa che non hanno alcuna urgenza, se non quella di garantire consensi a zone dei partiti di governo.
Il governatore della Puglia, il Pd Decaro, ha trovato lì per davvero una situazione molto difficile, lasciata dal precedente presidente di sinistra Emiliano, con una sanità che non poteva essere gestita.
Prima di mettere le tasse, si è almeno scusato con i pugliesi, dicendo che non era possibile fare altrimenti, mostrando i dati.
In Umbria niente scuse e dati, come accertato dalla Corte dei Conti, bugiardi.

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