Il centrosinistra all’attacco di Bandecchi: investa sulla scuola pubblica invece di appaltarla ai privati
TERNI – Il Patto Avanti fa una scelta di campo netta: evviva la scuola pubblica, abbasso quella appaltata ai privati. Anche quando questi sono una cooperativa sociale, magari la solita cooperativa, che da quasi quarant’anni fa incetta di appalti comunali.
«La vicenda degli asili nido comunali di Terni – la presa di posizione di Pd, M5S e Avs Terni – di non può più essere trattata come una semplice questione tecnica o come l’ennesima emergenza amministrativa da scaricare all’esterno. Da oltre un mese la città attende la delibera con cui sindaco e giunta dovrebbero definire il futuro dei nidi di via Cadore e Peter Pan. Nel frattempo, in Commissione consiliare, abbiamo ascoltato dichiarazioni inaccettabili del sindaco sulle educatrici e sui bambini stranieri, insieme a motivazioni legate a presunti problemi tecnici per giustificare il ritardo dell’atto. Ma il dato politico resta immutato: la volontà dell’amministrazione è procedere verso l’esternalizzazione della gestione dei due nidi».
«Ieri, 23 giugno, il presidente della cooperativa sociale Actl ha presentato al Comune una proposta di coprogettazione per la gestione di Peter Pan e Via Cadore. È lo stesso soggetto che nelle settimane scorse aveva preso pubblicamente le distanze dall’ipotesi di assegnazione diretta. Con questa proposta si aprono oggi le condizioni per quell’assegnazione. Da questi fatti emerge un quadro chiaro: la direzione è verso l’esternalizzazione e il soggetto gestore è già individuato». «È inaccettabile che strutture ristrutturate o riqualificate con risorse pubbliche – tuona il Patto Avanti – comprese quelle del Pnrr e del Piano Periferie, vengano poi sottratte alla gestione diretta comunale a causa di una mancata programmazione del personale. Mentre la Regione Umbria ha messo a disposizione 6 milioni di euro per 500 nuovi posti negli asili comunali, Terni sceglie di non rafforzare la gestione pubblica dei propri nidi e di procedere verso l’esternalizzazione. La carenza di educatrici non è un destino inevitabile: è il risultato di scelte precise. I piani assunzionali di questi tre anni non hanno previsto il personale educativo necessario a sostituire chi va in pensione, garantire il pieno funzionamento delle strutture esistenti e ampliare l’offerta con la riapertura di Peter Pan e l’attivazione del nuovo nido aziendale. I numeri dimostrano la gravità della situazione. A fronte di 173 richieste per l’accesso ai nidi comunali, i posti disponibili sono 78. Terni ha una copertura dei servizi educativi 0-2 anni ferma al 16%, mentre Perugia arriva al 52%. In una città in cui ogni anno i nati sono circa un terzo dei decessi, questi dati non possono essere derubricati a problema gestionale: sono il cuore della crisi demografica e sociale che Terni sta vivendo. Gli asili nido non sono parcheggi per bambini e non sono una voce di bilancio da comprimere. Sono parte integrante del sistema educativo 0-6, spazi di crescita, relazione, autonomia e fiducia. Sono uno strumento decisivo per la conciliazione tra vita e lavoro, per il sostegno alla genitorialità, per la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per contrastare le disuguaglianze tra famiglie.
Le scelte di questa amministrazione non danno oggi garanzie su disponibilità dei posti, continuità educativa, qualità del servizio e unitarietà del progetto 0-6 nei nidi comunali. Non si può creare un’emergenza con tre anni di mancata programmazione e poi usare quella stessa emergenza per giustificare l’esternalizzazione. Chiediamo quindi che il Comune non proceda con l’esternalizzazione dei nidi Peter Pan e Via Cadore, che venga rivisto fin da questo esercizio finanziario il piano assunzionale dell’Ente, inserendo un numero adeguato di educatrici per i bisogni delle strutture attuali e future, e che venga presentato un vero piano pubblico 0-6 per Terni.
Serve una scelta di responsabilità verso i bambini, le famiglie e il futuro della città».

