Screenshot

Ha sconfitto la leucemia e ora sogna il diploma: la storia di Serena

La prossima settimana varcherà il cancello dell’Istituto Tecnico Economico Scarpellini

FOLIGNO (Perugia) – La prossima settimana varcherà il cancello dell’Istituto Tecnico Economico ‘F. Scarpellini’ di Foligno per sostenere l’esame orale di maturità. Sarà l’ultimo atto di un percorso ripreso con coraggio dopo anni difficili, intensi, dolorosi. L’ultimo step prima di stringere tra le mani un diploma che se ora è un sogno per anni è stato un miraggio. Perché quella di Serena Kulli, nata a Foligno da una famiglia di origini albanesi, non è soltanto la storia di una studentessa che si prepara alla prova più importante della sua vita scolastica. È la storia di una bambina che ha guardato negli occhi la malattia, l’ha affrontata senza arrendersi e ne è uscita vincitrice. E’ la storia di una ragazza che ha sconfitto la leucemia e che oggi prova a chiudere il ciclo della scuola superiore e a diplomarsi. E’ la storia di una giovane donna e della sua vita in salita, cominciata quando aveva appena nove anni. La sua infanzia si interrompe nel marzo del 2014 con la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Non comprende subito il peso delle parole e i suoi cari, attorno a lei, la tengono al riparo da una verità che fa paura anche a loro. Ma nonostante l’irrompere della malattia nella sua vita, Serena sceglie di reagire. “Nel momento in cui ho realizzato cosa mi stava accadendo, mi sono sentita persa, non lo nego, ma non ho mai pensato di mollare”, confessa. Così, mentre fuori, oltre le finestre dell’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia, il mondo continua a scorrere nella sua apparente immutabilità, lei impara a scandire il tempo al ritmo delle lunghe attese nelle corsie del reparto. Cominciano i lunghi cicli di chemioterapia che mettono a dura prova perfino la sua tempra tenace. Eppure Serena alla scuola non rinuncia e tra quelle mura continua a seguire le lezioni. E’ una guerriera, lei. Ci sono stati momenti, racconta, in cui la speranza ha vacillato. Momenti che avrebbero spezzato chiunque. Ricorda due compagne che non ce l’hanno fatta. “In alcuni giorni bui la speranza ha vacillato. Il dolore più lacerante è stato vedere due bambine, ricoverate insieme a me, spegnersi davanti ai miei occhi”. È stato allora che ho capito quanto fosse preziosa ogni giornata e che dovevo mettercela tutta per continuare a lottare”. Serena però stringe a sé un’idea di futuro e lentamente comincia a riprendersi. Quando la malattia è finalmente alle spalle decide che c’è ancora un pezzo di vita da ricostruire. Una pagina bianca rimasta incompiuta. Così, dopo aver interrotto gli studi al terzo anno di corso, sente che è arrivato il momento di riprovarci. Si iscrive al Serale della scuola e torna sui banchi. Ché i traguardi, lei lo sa, non hanno una scadenza. “Avevo sempre avuto il rimpianto di non aver concluso gli studi. Dopo il diploma da estetista mi sono detta: perché non riprovarci?”. “Serena è la testimonianza più limpida e autentica di cosa significhi fare della scuola un motore di rinascita oltre che di formazione”, sottolinea Federica Ferretti, dirigente scolastica dell’Istituto. “Il suo cammino – prosegue la preside – ci ricorda che il valore di una persona non si misura dalla velocità con cui si raggiunge un obiettivo ma dalla forza con cui si continua a inseguirlo nonostante gli ostacoli”. E mentre si appresta a presentarsi di fronte alla Commissione d’esame, Serena continua a fare volontariato al Centro Chianelli, luogo di assistenza e cura per i malati oncoematologici. Incontrando i piccoli pazienti, rivede una parte di sé. A incrociare il loro sguardo, riconosce la stessa solitudine di chi è chiamato a combattere una battaglia troppo grande. A breve Serena sosterrà il colloquio della maturità. Anche se lei, indipendentemente dai voti, la sua, di maturità, l’ha già raggiunta da tempo.

Nota Zero, il suono della materia: in mostra le opere di Massimiliano MaMo Donnari al Rosetta Hotel Perugia

Perugia, somministrata per la prima volta la terapia genica per la beta-talassemia a un ragazzo di 14 anni