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M5s/ Dalla sfida tra Grillo e Conte sul simbolo potrebbe nascere un nuovo Movimento con Di Battista leader. In Umbria? Rumors concordi su Liberati

L’attuale eretico dei pentastellati viene indicato dalle voci romane come il Vannacci della sinistra, che rompe il Campo Largo e l’umbro Patto Avanti. E qui di nuovo si guarda al laboratorio politico di Terni e all’ex consigliere regionale grillino

di Marco Brunacci

PERUGIA – Acque agitate nel Movimento Cinquestelle di conseguenza in tutto il Campo largo, ma soprattutto nel più ristretto Patto Avanti dell’Umbria? Si profila un Vannacci di sinistra, spacca-alleanze e difficile da domare e tenere dentro una coalizione?
Pronti, vediamo, andando con ordine: se dai un orecchio ai navigati della politica romana, trovi che quasi tutti sono convinti che lo scontro giudiziario sull’utilizzo del simbolo che ha fatto grande il Movimento Cinquestelle, finirà col successo di Beppe Grillo su Giuseppe Conte.
Magari è una sensazione sbagliata, ma i motivi per crederci sarebbero parecchi e molti in punta di diritto.
Se però non si sbagliano – raccontano i navigati romani – succederebbe che Alessandro Di Battista, l’eretico dei pentastellati, potrebbe prendere la guida degli scismatici (visto che il momento è favorevole) e riuscire a presentarsi in tempi utili per le elezioni 2027, anche se si svolgessero a aprile e non a ottobre (ma qui le versioni sono molto diverse).
Va ricordato che Di Battista ha anche adesso un movimento suo e non fa mistero che vorrebbe presentarsi alle Politiche. “Schierarsi”, il nome del suo movimento, ha già fatto parlare di sè con iniziative di rottura e anti-sistema, pro-Pal o pro-Russia.
Non solo: “Schierarsi” ha anche la possibilità di contarsi tra settembre e ottobre, quando potrà verificare il numero delle firme sul referendum contro il finanziamento pubblico dei giornali, sicuramente un’anomalia italiana. Finora ne ha raccolte poco meno di 300 mila, delle 500 mila necessarie.
Ma Dagospia, informatissimo sito di retroscena politici, afferma che è in programma anche una manifestazione a Roma per tastare il polso alla sua gente e prevista entro fine settembre. Potrebbe essere la svolta verso la partecipazione alle elezioni.
Se però Di Battista potesse disporre del simbolo, su concessione diretta di Beppe Grillo, non ci penserebbe due volte – raccontano – a presentarsi, creando a sinistra gli stessi problemi che Vannacci sta creando al centrodestra.
Tra poco tutto verrà svelato.
E’ certo intanto che in Umbria si sta discutendo dei risvolti delle possibili tempeste pentastellate.
Non sfugge a nessuno che a Terni, Vannacci ha trovato subito un consigliere comunale (Masselli), ma potrebbe andare anche verso un accordo organico con Stefano Bandecchi in persona.
Ed è proprio a Terni, la più vivace e avanzata postazione politica della piccola regione, che si guarda con attenzione anche per Di Battista e compagnia cantante.
Non sfugge a nessuno che qui il Patto Avanti è solidissimo, grazie a un asse d’acciaio a sinistra tra Pd-Avs e la versione umbra del Movimento 5 stelle.
L’ottimo segretario regionale e assessore all’ambiente, De Luca, ha appena concluso un paio di operazioni che sono un capolavoro, vedendo con gli occhi della politica, come dire, più antica.
Con il 4% dei voti, ha piazzato una vera guardia pretoriana all’Arpa, decisiva Agenzia per l’ambiente della Regione, che retribuisce molto e bene i suoi leader, e si è superato sistemando proprio ieri l’altro
l’ala perugina del Movimento alla guida di Arpal, Agenzia del lavoro, altrettanto importante: amministratore unica è diventata Tiziana Ciprini, una ex parlamentare grillina, con un cursus honorum da impiegata regionale fin dal 2005.
Si ricorderanno le invettive dei Cinquestelle contro “tutti” i partiti, che riciclavano ex parlamentari in ruoli pubblici, ma i tempi cambiano.
Il Conte leader è decisamente più accomodante rispetto al Beppe Grillo di un tempo e poi in Umbria si può fare un po’ di tutto.
Obiettivamente, a ben guardare, M5s dell’Umbria sembra più una propaggine della sinistra più tradizionale, che un movimento alternativo al sistema.
Ecco allora che, in questa fase di possibili tumulti nazionali, i rumors rimbalzati da Roma indicano anche un possibile leader umbro dell’ipotetico nuovo Movimento, tanto più se sarà frutto di uno scisma, fondato sul simbolo.
Chi? Andrea Liberati, oggi a Italia nostra, naturalmente anche lui di Terni, una storia esemplare da presenza autorevole e oppositore senza ripensamenti quando è stato in consiglio regionale, rigoroso,
preparato, poco, ma proprio poco, in linea con De Luca.
Vedremo cosa succederà.

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