di Marco Brunacci
PERUGIA – C’è una tassa tra le tante tasse che affliggono gli umbri: è quella che si paga per il trasporto pubblico. La gara umbra per il Trasporto pubblico locale (Tpl) tra vari gestori, che la giunta di centrodestra (assessore al ramo Melasecche) aveva impostata, è stata rinviata perché altrimenti si sarebbe potuto risparmiare qualche soldo con un paio di anni di anticipo.
E però la notizia di oggi è che è scoppiata una lite tra gli autoferrotranvieri dell’ineffabile e inaffondabile Ciro Zeno, quindi lato Cgil, e quelli della Fit-Cisl, e c’è la conferma che l’Umbria sta diventando una vera e propria Repubblica delle bugie e delle narrazioni farlocche.
Allora, un volantino della Fit debutta così:”E’ di questi giorni la falsa ricostruzione” rispetto alla gara del Tpl Umbria. E sentite come prosegue la Cisl: “Pur comprendendo la necessità di qualcuno di far credere di aver ottenuto qualcosa, dopo aver chiesto un sacrificio enorme ai propri iscritti (7 scioperi+1 di facciata) riteniamo che tutto abbia un limite visto che certe narrazioni fantasiose rischiano di essere offensive”.
La Cisl qui ha dismesso il fioretto, ma anche la sciabola e via a colpi di clava contro la Cgil.
La quale dice bugie, perchè spiega Cisl, perchè “la gara del Tpl non si è mai bloccata”, “la gara resta a 4 lotti, anche se chi vince potrà gestire anche tutti e 4 i lotti”, “la clausola sociale rafforzata rimane confermata”. Quindi “la gara non è stata stravolta”, anche se allungata nel tempo.
Conclusione edificante dopo tante botte contro Cgil: “La Fit Cisl potrà gridare alla vittoria solo nel momento in cui la gara del Tpl verrà assegnata senza che si perda un solo posto di lavoro e senza che i lavoratori perdano un solo centesimo”.
Conclusione invece sulla lite e sul nuovo clima: il trasporto pubblico è un buco nero, ma c’è speranza che si ponga qualche limite, ripartendo dallo sforzo dell’assessore Melasecche e dalla gara per la quale c’è una specifica richiesta della Corte dei Conti.
Ma da quel che avete letto fin qui, appare chiaro che il trasporto pubblico non è più solo terreno di caccia per la Cgil e il suo leader intramontabile come una sorta di Kim jong-un nostrano.
Va ricordato poi che la Cisl è stata fin dal primo momento molto vicina alla presidente Proietti, mentre Cgil ha piantato le tende nei pressi dell’asse di sinistra della giunta regionale: Pd versione attuale-Avs-M5s.
Un segno che le linee politiche della maggioranza iniziano a non salire sullo stesso autobus?

