E io pago! Perché la bolletta dei rifiuti è sempre più cara

Nel Pef della Taric si sono riversati i costi del bonus sociale e della pulizia turistica. Sotto accusa la gestione ASM-Cosp

TERNI – E’ in corso una battaglia politica.  Perché tutti i partiti, ad iniziare da quello di maggioranza, vogliono smarcarsi:  nessuno intende farsi carico degli aumenti della Taric, che pure sono dietro l’angolo. Stefano Bandecchi si sta aggrappando a tutti gli specchi per evitare che i ternani paghino il 5 per cento in più. Eppure, i conti sono presto fatti. Il piano economico finanziario per la raccolta dei rifiuti, il conferimento e lo spazzamento è salito di un milione di euro nel corso del 2026. Terni ha superato i 24 milioni e 600mila euro. Somma che deve essere ripartita per legge sui contribuenti a meno che non intervenga il Comune con risorse proprie. Un aumento record, nonostante Terni sia una delle città dell’Umbria più virtuose nella raccolta differenziata. Ma allora, perché aumentano i costi? Perché nel 2027 aumenteranno di un altro milione di euro?

Sotto accusa l’introduzione, che non dipende dai comuni, di una quota di circa sei euro per ogni utenza, a copertura del bonus sociale. I cittadini virtuosi e in regola con i pagamenti, devono praticamente farsi carico anche di chi non ce la fa a pagare la bolletta, perché in serie e comprovate  difficoltà economiche. Ma a pesare sul Pef, e quindi sulle tasche dei contribuenti, sono soprattutto i rincari legati alla qualità e alla organizzazione della raccolta dei rifiuti gestita da Asm in coppia con Cosp, grazie ad un accordo trentennale. Terni, inoltre, paga il fatto che l’indifferenziata debba essere conferita alla discarica di Orvieto, con alti costi di trasporto e di stoccaggio. Mai Terni è riuscita ad individuare sul proprio territorio una discarica o un impianto di incenerimento pubblico, nonostante che sia attiva una struttura di termovalorizzazione privata.   

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