Fuochi d’artificio di fine estate/ Remake con Marina Sereni e Rosy Bindi, contattati i fratelli Lumiere. Ospedale di Perugia in ebollizione. Sviluppumbria in saldo

La Festa nostalgia dell’Unità di Terni, chi va e chi resta in sanità, la scelta del tutto discrezionale della Regione per la sua Finanziaria

Marco Brunacci

PERUGIA – Fuochi d’artificio di fine estate.

Uno. Festa dell’Unita’ di Terni, molti dubbi (potrete mangiare? Non potrete mangiare?), ma una certezza: potrete ascoltare Marina Sereni (30 agosto e 1 settembre). Due remake di kolossal imperdibili. Uno con Rosy Bindi (contattati per la regia i fratelli Lumiere) e uno con Roberto Speranza. Cosa andrà in onda “Viale del tramonto” o “Alba tragica”?

Due. Azienda ospedale di Perugia in ebollizione. Ma come mai, dopo la vicenda non coronata da successo per avere il Dipartimento di prevenzione e nonostante la esaustiva smentita del dg attuale D’Urso, fonti romane insistono nel ritenere il richiesto professionista al momento in forza qui, come prossimo per incarichi ministeriali?

Tre. Non solo, dicono che a Roma hanno nostalgia per Daniela Donetti. Ci sarebbe anche una possibile soluzione in una struttura della Capitale. E perfino idee per lei in un paio di Regioni limitrofe all’Umbria. Vero? Falso? Dicono che entro Natale si saprà.

Quattro. Ancora Azienda ospedale di Perugia tormentata.
Neuropsichiatri infantili stanno per essere sistemati – raccontano – in due stanze in pediatria che verrebbero tolte alla degenza pediatrica creando ulteriore affanno al reparto (o peggio alla chirurgia pediatrica). Tutto nascerebbe da un accordo Tortorella-Verrotti-D’Urso, con Troiani all’ala. Vacci a capire, ma è certo che a pediatria si sommano preoccupazioni su preoccupazioni.

Cinque. È il sempre vigile “Fraido” a suonare la campanella: in Regione, per sostituire in Sviluppumbria l’amministratore unico, dopo la rinuncia per sfinimento del professor Ferrucci, ancora in carica per gli affari correnti, il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 4 settembre.
Ma in realtà non sono richiesti particolari requisiti, neanche quello basico sulla “onorabilità, professionalità, autonomia” del candidato, criterio enunciato da una disposizione nazionale, mai applicata. Fraido sintetizza un po’ brutale su come avverrà quindi la scelta. Noi edulcoriamo: “Fatevi pure avanti cari candidati, tanto poi noi decidiamo come ci pare e piace”. Chiaro, no?

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