«Dalla governatrice dell’Umbria Proietti tante belle parole e promesse, ma nessun dato concreto che riguardi date, soldi da reperire, durata dei lavori»
Di Mario Gallini (responsabile Dipartimento Sanità e Politiche della Salute – Comitato 942TR Futuro Nazionale)
TERNI – Ho ascoltato, su un’emittente locale, l’intervista alla governatrice dell’Umbria che verteva tra l’altro anche sul nuovo Ospedale di Terni. E niente… siamo alle solite, tante belle parole e promesse, ma nessun dato concreto che riguardi date, soldi da reperire, durata dei lavori, ecc.
Allora forse, per onore di verità, è necessario ripercorrere un po’ degli ultimi 3 anni di vita politica regionale. All’indomani dell’insediamento del Sindaco Bandecchi alla guida della nostra città, uno dei primi dossier da affrontare nel campo sanitario, forse il principale, riguardava il progetto del nuovo Ospedale di Terni. Ho seguito personalmente tutto l’iter politico e tecnico di discussioni, incontri, scontri, e riappacificazioni fra il Comune di Terni e la Giunta a guida Tesei. Due anni fa la situazione era questa: la Regione Umbria era disposta ad erogare subito 128 milioni di euro per il nuovo Ospedale. Altri 200 milioni di euro erano stati promessi dal Governo per un totale di 328 milioni che, pur non essendo sufficienti per un Ospedale ex novo in un’area diversa da quella del vecchio Ospedale Santa Maria, sarebbero al contrario bastati per una nuova struttura da 600 posti letto da ubicare accanto alla vecchia, potendo in questo caso usufruire di: tutti i bunker sotterranei dove sono attualmente collocate le strutture che utilizzano elementi radioattivi, diciamo così semplicemente per far capire anche ai non addetti ai lavori; il blocco centrale delle sale operatorie nuovo o quasi e perfettamente in grado di reggere l’impatto di un’utenza cittadina e del circondario intra ed extra-regionale; la facoltà di medicina, fiore all’occhiello dell’Università a Terni. L’area individuata era quella del parcheggio esterno oggi in mano al racket dei parcheggiatori abusivi e più in là la zona che chiamo la foresta umbra che si estende incolta fino a viale Trieste. Il nuovo Ospedale, sempre da 600 posti letto, sarebbe dovuto essere un IRCCS cioè un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, fiore all’occhiello della Sanità Umbra. Era tutto pronto quando sul progetto è calata la mannaia delle elezioni regionali. Spariti i 128 milioni di euro, anzi aumentate le tasse regionali per un presunto buco di bilancio; nessuno accordo con il Governo (sia mai chiedere qualcosa a Giorgetti o peggio a Salvini), oggi si rispolvera la vecchia idea del prestito INAIL a tassi da usura che pagheranno i nostri figli e nipoti vita natural durante. E la location? Ovviamente ex novo a Sabbioni, nel letto della vecchia palude dove tutto il terreno è costituito da materiali portati a valle dal Nera e da torrenti ad esso affluenti. Un’area a confine con il Comune di Narni, a breve distanza in linea d’aria dai fumi dell’inceneritore, ovviamente a seconda di come soffia il vento pregando che quest’ultimo arrivi sempre da sud e ovest e non da nord e est, sotto il costante olezzo dei miasmi della fabbrica di mangimi e ovviamente a scapito dell’altro grande misterioso erigendo nuovo ospedale di Narni che a questo punto non avrebbe ragione di esistere, tanto più che proprio alcuni giorni fa l’INAIL ha comunicato alla Regione Umbria che il nuovo budget per la realizzazione dell’Ospedale di Narni è salito a 120 milioni, fuori da ogni possibilità. Nel frattempo, guarda caso, sono stati stanziati 6 milioni e mezzo di euro per adeguare il vecchio ospedale alle norme antisismiche vigenti, il che, una volta terminato il lavoro, lo renderebbe assolutamente idoneo a proseguire la sua esistenza almeno per tutta la durata della vita, che mi auguro lunga, di tutti i componenti della attuale Giunta Regionale. Quindi, senza sapere dove sta la carta vincente, oggi assistiamo a questo giochino delle 3 carte e non è un caso che la delega alla Sanità se la sia tenuta ben stretta la Governatrice.


