di Marco Brunacci
PERUGIA – La nuova maggioranza del Campo largo dell’Umbria gli elettori, più che provare a convincerli, li assume.
Di prove a tema per lauree brevi senza esperienza, di concorsi e concorsini in varie ed eventuali, ne è piena l’aria. Dirigenti, mezzi dirigenti, carriere fulminanti in virtù di rapporti storici. Non pare ci sia limite.
D’altra parte la Regione ha 400 milioni di tasse in più, prelevate senza motivo dalla tasche degli umbri, che in qualche modo vanno spesi.
IL CHECCO ZALONE DEL POSTO FISSO
E allora eccoci all’agenzia regionale che si occupa di digitale e di sanità Punto Zero, che tra poco si chiamerà Punto Mille, per il momento è Punto 660 dal numero dei dipendenti.
460 già ci sono,
200 (duecento) ne vengono assunti in questi giorni. Affrettarsi per non perdere l’occasione. Neanche il Checco Zalone del film sul posto fisso, col notabile democristiano Lino Banfi che raccomandava, avrebbe immaginato una manna dal cielo di questo genere.
DALLA REGIONE LEGGERA A QUELLA BULIMICA
Il centrosinistra di governo umbro aveva programmato la Regione leggera. Il Campo largo la Regione bulimica. Come cambiano i tempi.
Torniamo a Punto Zero. Deve occuparsi tra l’altro – e lo fa tanto male – di abbattimento delle liste d’attesa.
Il rischio è che, per le settimane del concorso, debba invece occuparsi di smaltire le file dei pretendenti al posto fisso.
In ogni modo questo esercito di gente andrà pure organizzato.
IL SUPER CONSULENTE
Nasce allora un problema dei dirigenti.
Sull’attuale leader maximo di Punto Zero (oltre 140 mila euro di stipendio) vi sono stati malumori. Ha fatto notizia sopratutto per la lunghezza delle sue ferie più che per la brillantezza dei risultati.
Ecco quindi che è previsto un super consulente.
In realtà quel consulente ci sarebbe già, ma con impegno limitato – raccontano – e soprattutto con una retribuzione di “soli” 25 mila euro annui.
Qualora l’impegno diventasse più importante, si salirebbe – raccontano – a 100 mila euro.
IL RUOLO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA NUOVA DG
Ma prima c’è una questione da risolvere.
Qui i soldi, per statuto, devi metterli l’Università, la quale non ha 400 milioni di tasse in più sottratte agli umbri da spendere, invece ha un rettore molto tosto (Marianelli) e adesso anche una nuova direttrice generale (Andrea Catizone) con molte qualità, tra le quali saper far di conto.
E dalle parti di Palazzo Murena non sembrano così propensi a buttare soldi dalla finestra. Attesa per i prossimi passaggi.


