Prehabilitation pediatrica, al Santa Maria la realtà virtuale accompagna i bambini in sala operatoria

A Terni un percorso strutturato accompagna i piccoli pazienti dalla valutazione anestesiologica all’intervento, con l’obiettivo di ridurre ansia e stress e senza ricorrere alla premedicazione sedativa

TERNI – Un ambiente tridimensionale da esplorare al posto della paura della sala operatoria. È questa l’esperienza proposta ai bambini che affrontano un intervento chirurgico all’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, dove la realtà virtuale immersiva è entrata a far parte del percorso strutturato di Prehabilitation Pediatrica. Il progetto accompagna il piccolo paziente dalla valutazione anestesiologica fino all’ingresso in sala operatoria e all’induzione dell’anestesia. Il Santa Maria di Terni presenta questa esperienza come l’unico percorso di questo tipo attivo in Italia nell’ambito dell’anestesia pediatrica, con l’utilizzo del visore inserito all’interno di un protocollo formalizzato che consente di evitare la premedicazione sedativa.

A coordinare il progetto è la professoressa Marialaura Scarcella, responsabile della Prehabilitation e dell’Anestesia Pediatrica e ricercatrice dell’Università degli Studi di Perugia. Il percorso si sviluppa all’interno della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, diretta dalla dottoressa Rita Commissari, e nasce dalla collaborazione tra anestesisti esperti, pediatri, chirurghi pediatrici e personale infermieristico. Il percorso comincia già il giorno precedente all’intervento, negli ambulatori di Prehabilitation. Durante la valutazione anestesiologica il bambino indossa il visore e viene accompagnato in scenari tridimensionali progettati per la sua età, dai fondali marini ai paesaggi innevati. L’obiettivo è favorire il rilassamento, ridurre ansia e stress e permettere al piccolo paziente di familiarizzare gradualmente con l’esperienza che lo attende.

Il giorno dell’intervento, la realtà virtuale prosegue il suo ruolo di accompagnamento fino all’induzione dell’anestesia. In questo modo il dispositivo diventa anche uno strumento per rendere più graduale il passaggio verso la sala operatoria e ridurre il disagio legato alla separazione dai genitori. La realtà virtuale, tuttavia, rappresenta soltanto uno degli strumenti utilizzati all’interno del percorso. La Prehabilitation Pediatrica integra infatti la gestione dell’ansia con un approccio multimodale al dolore, che comprende anche blocchi loco-regionali ecoguidati e paracetamolo endovena. Nella casistica analizzata, composta da 39 casi, il percorso ha consentito di evitare il ricorso agli oppioidi nel postoperatorio. Un risultato che, nell’esperienza riportata, si associa a risvegli più rapidi, a una riduzione degli effetti collaterali e alla possibilità di una dimissione precoce.

Al centro del progetto ci sono i principi della Carta dei diritti del bambino in ospedale: ridurre il dolore e la sofferenza, limitare la separazione dai genitori, informare e coinvolgere il bambino attraverso modalità adeguate alla sua età e garantire il diritto al gioco e a un ambiente pensato realmente a misura di bambino. Anche le associazioni di volontariato contribuiscono al percorso di umanizzazione delle cure. Tra queste LILT e Lo Zoo di Simona, che hanno curato l’allestimento delle pareti degli ambienti nei quali i piccoli pazienti vengono accolti. «La Prehabilitation non è il prodotto di un dispositivo, ma di un’organizzazione – sottolinea la professoressa Marialaura Scarcella –. È possibile soltanto se ogni anello della catena funziona: dalla valutazione anestesiologica al sostegno psicologico, dall’accoglienza e dalla gestione in Pediatria alla tecnica chirurgica, dall’assistenza infermieristica alla gestione del postoperatorio. La professionalità e la disponibilità di tutti i collaboratori sono la vera tecnologia abilitante di questo progetto». L’esperienza pediatrica si inserisce in un programma più ampio sviluppato dal Santa Maria di Terni anche nell’ambito della Prehabilitation dell’adulto sottoposto a chirurgia maggiore. In questo caso il percorso comprende il supporto psicologico, la valutazione anestesiologica e la stratificazione del rischio chirurgico, l’ottimizzazione cardiovascolare e una serie di interventi finalizzati a migliorare le condizioni generali del paziente prima dell’operazione.

I dati preliminari interni riportano, nei pazienti sottoposti a preabilitazione, una degenza postoperatoria media di 4,5 giorni rispetto ai 13,8 giorni della casistica di controllo non preabilitata, oltre a una minore incidenza delle complicanze. Il confronto, come specificato nel documento, ha tuttavia carattere descrittivo preliminare e non consente di stabilire un rapporto causale tra il percorso di Prehabilitation e gli esiti osservati. Il programma si inserisce infine nell’attività di ricerca dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria e nella collaborazione formativa con l’Università degli Studi di Perugia. Il prossimo appuntamento è in programma il 29 settembre, quando il Santa Maria ospiterà un corso di formazione in Anestesia Pediatrica rivolto al personale delle aziende ospedaliere e universitarie umbre. Un ulteriore momento di confronto e formazione su un modello che mette insieme innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e attenzione alla dimensione umana dell’esperienza chirurgica pediatrica.

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