Cose dell’altro mondo/La triste storia dell’aeroporto San Francesco. Perugia paga, Assisi no. In attesa di sapere cosa ne pensa la Corte dei Conti

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Saltata in aria come il tappo di un cattivo spumante la teoria Proietti (non si paga, ma si resta soci), con il rischio di “free riding” che incombe e non è una bella cosa, qui restano tutti gli interrogativi che ha posto e pone Umbria7. E una certezza: è iniziato un periodo buio per chi aveva creduto nello scalo umbro

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lo “Scusate l’anticipo” lo avevamo già scritto.
Ora andiamo con il breve riassunto di una storia per certi versi sconcertante, un esempio del perché a tanti interrogativi posti da Umbria7 le amministrazioni e la politica non rispondono. Facile: perché non sanno cosa dire, perché seguono logiche sotterranee, non quelle del buon senso e dell’interesse pubblico punto e stop.
Allora: è il 2021 e l’Aeroporto dell’Umbria è sull’orlo del fallimento dove lo avevano lasciato le gestioni precedenti e il Covid.
L’allora presidente Tesei deve scegliere: tentare una ardita manovra di ricapitalizzazione e rilancio o far fallire tutto addossando le colpe alla sinistra.
Sceglie la prima e costruisce l’operazione: tutti i soci di Sase, dalla Regione (tramite Sviluppumbria) a Camera di Commercio ai Comuni di Perugia ed Assisi ricapitalizzano ed anche grazie al forte sostegno economico della Fondazione Perugia, allora guidata da Cristina Colaiacovo, si vara un piano industriale nuovo di zecca, assumendosi rischi, ma concludendo che valeva la pena farlo. Cosa succede? L’Aeroporto decolla.
Il resto è storia, tra record, nuove rotte (che arrivarono a 18) e ampliamento dello scalo. Uno dei più chiari e incontrovertibili successi della precedente, e non sempre simpatica a tutti, presidente di Regione, Tesei.
Ma, dal 2023 in poi, c’è stato sempre un tentativo di mettere bastonata le ruote della crescita dell’aeroporto, capitanato dalla allora sindaca di Assisi, Proietti, che nel frattempo aveva iniziato ad avere ambizioni di disarcionare Tesei in Regione.
Il Comune di Assisi infatti iniziò a far mancare i suoi contributi annuali di socio alla Sase: roba da 900.000 euro in 3 anni; quel tanto che bastò per esempio a far saltare il collegamento giornaliero su Francoforte, che avrebbe cambiato ulteriormente la storia dello scalo.
Un atteggiamento che mando’ in difficoltà l’altro Comune socio della Sase, Perugia, che invece con Romizi era intenzionato a supportare il nuovo corso dell’aeroporto.
Tra Tesei e Proietti, sotto traccia e talvolta sopra, fu battaglia vera.
Se ne occupò anche la Corte dei Conti (presidenza Colosimo), che parlò di un potenziale fenomeno di “free riding” tra i soci dell’aeroporto: insomma, si poteva ipotizzare di aprire un procedimento per danno erariale rispetto a un ente (Assisi) che si arricchiva alle spalle degli altri enti, accampando quelle che oggi sembrano in tutto e per tutto delle scuse.
Poi, con l’avvento di Ferdinandi sindaca, Perugia smette di pungolare Assisi, Proietti vince le elezioni, Colosimo viene spostato a Roma, e l’aeroporto inizia i due anni di Assisi-decadence che ci portano fino ad oggi.
Tra rotte mancanti, nessuna nuova destinazione, addio alle grandi capitali e hub europei, nessun lavoro di ampliamento (nonostante i soldi ci siano, lasciati da quelli di prima) e un altro direttore in fuga (Solimeno) verso altri lavori purchessiano.
Umbria7 ha sempre sostenuto che tutti i soci dovevano pagare e che, senza sostegno, lo sviluppo sarebbe stato sabotato fino a fermarsi.
Così è stato.
Ora il colpo di scena di Perugia che paga, anticipato da appositi corifei, e di cui abbiamo già dato notizia.
Forse per salvare il nuovo presidente amico Ragnetti, in grande difficoltà, forse per distinguersi da Proietti, certamente perché Alessandra Sartore è assessora rigorosa, autonoma, fine conoscitrice di leggi, pandette, regolamenti e giudizi della Corte dei Conti, il Comune di Perugia decide di saldare la magna pars del conto.
Quasi 200.000 euro l’anno per il 2026, ma forse pronti anche i 3 anni arretrati. E gli interessi? Sartore non si fa certo prendere di sorpresa.
Improvvisamente la tesi-Proietti (i Comuni possono fare i soci, approfittare della situazione, ma non sostenere l’aeroporto) salta in aria come il tappo di un cattivo spumante.
E Assisi si trova da sola in un angolo.
L’aeroporto è “votato” al santo (Francesco) di Assisi, si sviluppa nel suo suolo comunale, ma il Comune non contribuisce.
E infatti ora il Comune di Assisi è a un bivio: a) paga e aiuta quel Ragnetti nominato da Proietti e in difficoltà, ma manda in ulteriore crisi la stessa Proietti presidente di Regione b) resta all’angolo e prega che ne’ i soci ne’ la Corte dei Conti gliene chiedano ragione a carte bollate.
Umbria7, che anche su questo tema ha offerto ai suoi lettori tanti ‘Scusate l’anticipo’ è convinta che, nonostante la mossa, in ritardo ma finalmente giusta, di Vittoria Ferdinandi, la Regione non farà muovere Assisi dal suo partito preso, a costo di fare scatenare la Corte dei Conti sul povero sindaco Stoppini, e che sarà la Regione (ovvero i poveri umbri martoriati dalle super tasse) a pagare, come ultimamente sempre accade, per tutti.
Nel mentre prosegue l’effetto-molla sul San Francesco caricato dagli investimenti, di risorse e impegno, fatti nel periodo Tesei. Ma questo effetto quanto può durare?

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