M.Brun.
PERUGIA – Continua la triste storia dei due anni di decadenza di quell’Aeroporto dell’Umbria che era un gioiello ed un motore dello sviluppo regionale e che nella nuova gestione regionale prima si è fermato e poi si sta preparando alla picchiata.Intanto Umbria7 ha potuto apprendere cosa aveva causato la improvvisa fine della storia d’amore tra Ryanair e Sase, che tanta crescita aveva portato in umbria.Qualcuno nella nuova Regione a trazione sinistra aveva promesso a Ryan che anche l’Umbria, come altre Regioni, era disposta a tagliare l’ennesima ed odiosa tassa, quella su ogni passeggero in partenza, in cambio di rotte e nuovo sviluppo passeggeri. Promessa da marinaio visto che i Comuni erano contrari, a partire dal socio Perugia. Quando Ryan ha capito la mal parata, ha prima cominciato a parlare di arretrati che Sase doveva, poi ha parlato di taglio dei voli. Prontamente oggi il Comune della Sindaca Ferdinandi ha bocciato la mozione del centro destra che provava a far rinunciare alle odiosa tassa e riaprire alla compagnia irlandese.Ora il dado è tratto e da oggi con Ryan saranno dolori.Dopo la non realizzazione di nuove rotte su Francoforte Parigi e Madrid ed i tagli di quelle previste in era Tesei, questa è la tegola più grave per il San Francesco.In previsione di questa nuova crisi, negli scorsi giorni la Regione aveva fatto ventilare la possibilità di una nuova rotta Perugia Milano Linate, finanziata dal governo con la cosiddetta continuità territoriale.Un obiettivo in realtà già raggiunto da Tesei, che si dovette però fermare di fronte al no di Enav: Linate è già sovraccarico di voli e c’era una lunga lista di aeroporti prima di Perugia in attesa di collegarsi a quello scalo.Pertanto nulla di nuovo nella vana promessa di Proietti: anche dovesse ottenere nuovamente il sì del governo, si fermerebbe laddove si è dovuta fermare la presidente precedente, che poi infatti ripiegò su Orio al Serio, inopinatamente bocciato e tagliato da Proietti ad inizio legislatura sull’onda dell’ideologia anti Tesei e anti Fontana (che aveva voluto il volo insieme a Confindustria).Insomma aeroporto sempre più nelle nebbie, con tanti soldi pubblici conferiti (altri 2 milioni di aumento di capitale pochi giorni fa grazie alle super tasse sugli umbri) ma senza un direttore, senza un piano industriale, senza un amministratore del socio di riferimento Sviluppumbria e con un Presidente che appare già in crisi.Ed ora con Ryanair che passa da alleato a nemico.

