Al via il censimento della popolazione e delle abitazioni

La fotografia della città alla mezzanotte del 3 ottobre 2026 fatta di 3.800 pixel, ovvero le famiglie che rispondono ai questionari

TERNI – Torna l’appuntamento con il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Circa 3.800 famiglie ternane stanno ricevendo in questi giorni le lettere dell’Istat perché fanno parte del campione 2026 .Una rilevazione che dal 2018 ha sostituito il vecchio censimento decennale e che permette di avere dati aggiornati ogni anno. Non coinvolge tutta la popolazione ma solo un campione, le cui informazioni vengono poi integrate con gli archivi amministrativi.In tutta Italia le famiglie coinvolte sono un milione, residenti in oltre 2.500 Comuni.L’obiettivo è fornire informazioni fondamentali non solo per il Paese ma anche a livello comunale e di quartiere: caratteristiche demografiche, titolo di studio, attività lavorativa, spostamenti, caratteristiche di abitazioni ed edifici.Il Censimento scatterà una fotografia dell’Italia alla mezzanotte tra il 3 e il 4 ottobre. Come in una foto vera, conta il momento esatto: chi nasce alle 23.59 del 3 ottobre viene conteggiato, chi nasce un minuto dopo no. Lo stesso, al contrario, per i decessi.La rilevazione è interamente informatizzata: le famiglie sono invitate a compilare il questionario online seguendo le istruzioni della lettera Istat. Privacy e segreto statistico garantiti, questionari anonimi.Partecipare è obbligatorio per legge. Chi rifiuta di rispondere rischia una sanzione che sarà emessa da Istat dopo le verifiche.A Terni l’organizzazione è affidata ai Servizi Statistici comunali. Responsabile dell’Ufficio Comunale di Censimento è la dott.ssa Simona Coccetta. Sul campo 26 rilevatori esterni, scelti dopo una lunga selezione: per trovarli si è dovuto scorrere la graduatoria oltre la 200esima posizione, tra rinunce dell’ultimo minuto e residenti fuori città.Quest’anno prevalgono le donne: 18 rilevatrici su 26. Età media 38 anni, il più giovane 24, il più anziano 64. Il 60% è laureato, molti con un altro lavoro e con esperienza pluridecennale nei Censimenti.

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