NARNI – L’XI edizione del Festival della Sociologia si prepara a tornare a Narni il 9 e 10 ottobre, con due anteprime in programma il 7 e l’8 ottobre. “Un ambiente per abitare. Spazi, Vite e Diritti” è il tema scelto per quest’anno: un filo conduttore che mette in relazione ambiente, territorio, casa e diritti e che porterà in città studiosi, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti della cultura e dell’informazione. La manifestazione, presentata a Palazzo Donini a Perugia, è stata illustrata dalla vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Bianca Maria Tagliaferri, dall’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, dall’assessore del Comune di Narni al Festival della Sociologia e all’Ambiente Giovanni Rubini e dalla direttrice scientifica del Festival, la professoressa Sabina Curti. A moderare l’incontro con la stampa è stato il giornalista Mirko Loche. Sono circa 200 gli speaker attesi nei più di 50 appuntamenti in programma. Un programma che conferma la vocazione del Festival a portare la sociologia fuori dalle aule universitarie, trasformandola in uno strumento di confronto pubblico sui cambiamenti della società contemporanea.
Il tema dell’abitare sarà affrontato in una prospettiva ampia: dalla crisi climatica a quella abitativa, dalla trasformazione delle città alle periferie, dall’housing sociale al cohousing intergenerazionale, fino alle disuguaglianze, alla mobilità, alla biodiversità e ai beni comuni. «Il nostro obiettivo è portare dei problemi concreti che hanno dei risvolti anche a livello internazionale», ha spiegato Sabina Curti, sottolineando come le questioni emerse dalla call aperta alla società civile siano diventate, nel corso dell’ultimo anno, ancora più urgenti. Una particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra ambiente e territorio, anche grazie alla collaborazione con ARPA Umbria. La dimensione ambientale sarà così intrecciata con quella sociale, affrontando temi come la salute, la qualità degli spazi in cui viviamo, le disuguaglianze e le trasformazioni dei territori.
La casa sarà uno degli altri grandi temi al centro del confronto. Per l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, il diritto all’abitare rappresenta oggi «uno dei terreni sui quali si misura la qualità della democrazia sociale». La crisi abitativa, ha sottolineato, non riguarda soltanto il costo degli affitti, ma anche la capacità delle persone di rimanere nei quartieri, costruire relazioni e progettare il proprio futuro. Da qui la necessità, anche in Umbria, di rafforzare l’edilizia residenziale pubblica, recuperare gli immobili inutilizzati e costruire politiche che non leghino il diritto alla casa esclusivamente alla capacità di spesa. Per la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Bianca Maria Tagliaferri, il valore del Festival sta proprio nella capacità di portare il dibattito accademico nello spazio pubblico. «In questo momento il tema “abitare” fa parte del dibattito europeo», ha osservato, ricordando anche il lavoro portato avanti dalla Regione sul fronte delle politiche abitative.
Il legame con Narni e con la sua comunità sarà invece protagonista dell’appuntamento “Un’ora sola con la sociologia”, in programma il 9 ottobre e realizzato in collaborazione con il Terziere Mezule della Corsa all’Anello. Un incontro che rappresenta bene la volontà del Festival di intrecciare ricerca e territorio. Non mancherà inoltre il dialogo con l’arte. Sono due le mostre inserite nel programma: “Presenze, d’Arte Contemporanea”, curata dall’associazione MinervArte e visitabile fino all’11 ottobre all’Auditorium San Domenico, e “LIVREE – Strategie di sopravvivenza sociale”, alla Casa del Popolo, nata dalla collaborazione tra ArteM e S.O.I. Società Ornitologica Italiana. Tra gli ospiti più attesi c’è Sari Hanafi, sociologo palestinese, professore all’American University of Beirut ed ex presidente dell’International Sociological Association. Il 9 ottobre parlerà di “Spazi sociali, dialogo e speranza” e presenterà il volume “Critica del liberalismo simbolico. Per una sociologia dialogica”. Una riflessione che toccherà anche temi legati ai conflitti sociali e alle questioni emergenti, dal velo alla cultura woke fino al rapporto tra laicità e società.
Il Festival guarderà anche oltre i confini italiani con il contributo della sociologa Sandra Martini, dell’Università Lasalle in Brasile, che presenterà un progetto dedicato alle conseguenze sociali delle alluvioni e agli effetti del cambiamento climatico, mettendo a confronto esperienze in Emilia-Romagna, Brasile e Spagna. Tra gli appuntamenti più significativi dell’anteprima, giovedì 8 ottobre, quello con il regista Leonardo Di Costanzo, protagonista dell’incontro “Abitare i margini”, dedicato a diritto alla casa, rigenerazione degli spazi pubblici, disuguaglianze, biodiversità, beni comuni, mobilità e qualità dell’abitare. La chiusura del Festival sarà affidata invece a Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Sabato 10 ottobre, alle 17 al Teatro Manini, sarà protagonista del panel “Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità”. Un tema che, per Sabina Curti, completa il percorso della manifestazione: parlare di ambiente, casa e diritti significa infatti confrontarsi anche con le mafie e con l’illegalità. «Quando parliamo di diritti dell’abitare, dell’ambiente e del clima dimentichiamo molto spesso che, essendo delle questioni politiche, non possiamo tralasciare la mafia e l’illegalità», ha spiegato la direttrice scientifica.


