Acquedotto Ternano-Amerino, ritirata la procedura Paur per l’infrastruttura Terria-Pentima

La Regione Umbria avvia un tavolo tecnico-politico con i Comuni di Ferentillo e Scheggino per valutare soluzioni alternative che garantiscano la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e la tutela della Valnerina

TERNI – Stop alla procedura autorizzativa per il completamento dell’acquedotto del sistema Ternano-Amerino e il collegamento dei pozzi Vn2-Vn3 al serbatoio di Terria. Il gestore S.I.I. Scpa ha chiesto la revoca dell’istanza per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), accogliendo la richiesta di Auri formulata sulla base delle indicazioni contenute nella deliberazione della Giunta regionale n. 1030 del 23 settembre 2026. La decisione, annunciata dalla Regione Umbria il 15 ottobre, punta ad aprire una nuova fase di confronto sul progetto, con una valutazione approfondita delle alternative possibili per conciliare le esigenze di approvvigionamento idrico con la salvaguardia ambientale e idrogeologica della Valnerina. «La resilienza idrica è una priorità irrinunciabile in questo momento storico, per il presente e per il futuro», ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, ringraziando S.I.I., il presidente Paolo Silveri, l’amministratrice delegata Maria Grazia Costa, il presidente di Auri Andrea Sisti e il sindaco di Ferentillo Sebastiano Torlini per il lavoro svolto. La Giunta regionale, su relazione dello stesso assessore, ha accolto le istanze provenienti dal territorio e dal comitato degli ambientalisti, sollecitando il ritiro del procedimento autorizzativo per consentire una rigorosa valutazione delle diverse ipotesi progettuali.

Un tavolo tecnico-politico per individuare le alternative

Parallelamente al ritiro della procedura Paur, la deliberazione regionale ha disposto la costituzione di un tavolo tecnico-politico che coinvolgerà i Comuni di Ferentillo e Scheggino, la Direzione regionale competente, Auri e il gestore S.I.I. Scpa. Il confronto sarà coordinato dall’assessore regionale all’Ambiente e avrà l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali e infrastrutturali alternative, condivise con le amministrazioni locali e compatibili con le esigenze della rete idrica. Al centro del percorso ci saranno due obiettivi, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idropotabile e assicurare la massima tutela dell’ecosistema della Valnerina. Il ritiro dell’istanza apre dunque una nuova fase di valutazione e confronto, nella quale la Regione intende coinvolgere direttamente le comunità interessate per individuare una soluzione capace di rispondere alle necessità infrastrutturali senza trascurare la protezione del territorio.

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