Severoni, Sterlini, Mengaroni e Colasanti scaricano Bandecchi: «Contrari alla privatizzazione della rete del gas, alla Zac, alla linea politica dell’attuale giunta»
TERNI – Passare all’opposizione, una scelta di coerenza. I magnifici quattro – Marina Severoni, Andrea Colasanti, Federica Mengaroni e Andrea Sterlini – chiariscono chi ha scaricato chi. «Il sindaco non ha il potere di cacciare i consiglieri dalla maggioranza – argomentano – né può censurare l’utilizzo del proprio nome, precedentemente autorizzato in occasione del deposito delle liste elettorali.
Prendiamo atto delle sue dichiarazioni e delle sue richieste e, per nostra scelta e con piena consapevolezza politica, decidiamo di collocarci formalmente all’opposizione, revocando la fiducia al sindaco e alla giunta. Una decisione che non nasce da ragioni personali, ma da una valutazione politica precisa: il mancato rispetto di una parte sostanziale del patto con gli elettori e degli impegni assunti nei confronti del gruppo consiliare Con Bandecchi per Terni, da noi costituito nell’agosto 2026.
Temi rilevanti per la città quali: il principio di contrarietà alle privatizzazioni, l’atteggiamento e le scelte in materia di idroelettrico, le decisioni relative alla Ztl, le politiche ambientali non coerenti con gli indirizzi che avevamo, progetti che fino a otto mesi fa erano pronti per decollare e che sono rimasti senza seguito: basti ricordare, tra gli altri, l’appalto per la pubblica illuminazione, la cittadella dell’amicizia oppure il fallimento sul Pnrr per quanto riguarda l’ascensore di Cesi ovvero la mancata apertura degli asili nel mese di settembre ovvero il progetto dell’hotel all’ex Viscosa o dell’albergo diffuso nei borghi. Ed infine la scelta, in netto contrasto al programma elettorale, di tagliare i dipendenti senza una analisi dettagliata e comparativa con altre realtà. D’altronde avevamo creduto nelle parole del sindaco con il progetto Cantiere Comune per quanto attiene l’asfalto delle strade che doveva avvenire in house: anche in questo caso il progetto è stato svuotato senza una motivazione e i macchinari sono, allo stato, inutilizzati se non per quanto attiene la Tappa Buchi.
Non è poi da dimenticare il problema sicurezza ove nel programma elettorale assumemmo impegni con la città e, nonostante l’assunzione di circa 40 vigili urbani, in luogo dei 60 annunciati dal sindaco. La situazione è peggiorata: il progetto vigile di quartiere o quello dei droni che fine hanno fatto?
Avevamo avanzato richieste puntuali, finalizzate a garantire maggiore trasparenza, condivisione delle scelte e controllo sull’attività amministrativa. Richieste che lo stesso sindaco aveva condiviso, formalizzandole anche attraverso una lettera indirizzata alla giunta.
Avevamo chiesto, innanzitutto, di poter conoscere e approfondire preventivamente le delibere, prima che arrivassero direttamente all’esame delle commissioni e successivamente del Consiglio comunale, consentendo a tutto il gruppo consiliare di maggioranza di esprimersi e contribuire alle decisioni.
Avevamo chiesto un aggiornamento dettagliato sullo stato di avanzamento dei numerosi lavori pubblici finanziati con fondi PNRR e con altre risorse, a partire dagli interventi economicamente più rilevanti, come i circa 20 milioni di euro destinati al borgo di Cesi e i lavori del Teatro Verdi. Opere fondamentali per il futuro della città, sulle quali i cittadini hanno il diritto di conoscere tempi, costi, criticità e prospettive concrete di realizzazione.
Avevamo richiesto un rendiconto preciso e analitico dei risultati ottenuti attraverso la macchina Tappa Buche, un investimento nel quale avevamo creduto come strumento innovativo per migliorare la manutenzione stradale e ridurne i costi.
Avevamo inoltre chiesto la condivisione con il gruppo consiliare dei progetti relativi all’impiego delle risorse derivanti dai canoni idrici, nonché un quadro analitico degli interventi di taglio e manutenzione del verde, anche alla luce del peggioramento che abbiamo riscontrato quest’anno e del rispetto degli obblighi previsti dal contratto di Global Service. Su quest’ultimo punto, l’unica documentazione ricevuta è attualmente oggetto di approfondimento.
Non abbiamo mai chiesto privilegi, ma semplicemente di poter svolgere pienamente il nostro ruolo di consiglieri, partecipando alle scelte amministrative e disponendo degli elementi necessari per assumere decisioni consapevoli.
Pertanto, avendo sempre rispettato le scelte del sindaco, ed avendo concesso tutte le chances possibili per la continuazione del nostro percorso in maggioranza, nonostante la “non condivisione” della scelta di cambio della giunta a febbraio, ove lo stesso Sindaco ammise che alcuni nuovi assessori erano inadeguati, aspetto quest’ultimo oramai evidente al pari del distacco tra la nuova Giunta e la città oltre che con noi consiglieri comunali, le ultime scelte sulle Partecipate che si sono rivelate errate per stessa ammissione del Sindaco, per tutti questi motivi riteniamo di revocare la fiducia a Sindaco e alla Giunta con convinzione politica e per le motivazioni sopra espresse collocandoci formalmente e definitivamente all’opposizione».


