Fatiha, le violenze, la denuncia, il braccialetto elettronico e poi le martellate: un femminicidio annunciato

L’aggressione sul bus di linea lo scorso 9 maggio, i cinque mesi di agonia e la morte per mano del marito Mohamed El Messaoudi

AU. PROV.

TERNI – Terni ha perso una delle sue figlie migliori: Fatiha El Afghan. La seconda in poco pià di un anno. L’agguato sul bus che Fatiha, 44 anni, prendeva per tornare a casa dal lavoro, le martellate, i cinque mesi di agonia, la morte. Un femminicidio annunciato. Per Mohamed El Messaoudi, 43 anni, era stato disposto l’allontanamento dalla moglie ed era stata applicata la misura del braccialetto elettronico. Non è bastato: l’uomo se lo è strappato poco prima di salire sull’autobus di linea nella frazione di Santa Lucia di Stroncone.

La aggredisce con una ferocia inaudita: le massacra il cranio e lei non si riprende più. Poi, scende dall’autobus, si rifugia nella campagne di Vascigliano e la mattina va a fare colazione al bar come se non fosse successo niente. La cattura, a pochi metri dal bar, da parte dei carabinieri, che già poche settimane prima (ad aprile)  precedente lo avevano arrestato per maltrattamenti e lesioni personali ai danni della moglie nella loro casa, dove viveva anche la figlia di lei, rimasta orfana.

Per l’ “orco”  era  stata disposta la misura dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento ai congiunti, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Non è bastato. Ecco perché Terni Donne organizza una fiaccolata per Fatiha El Afghan: «Non vogliamo più perdere altre sorelle».

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