“Play me your feelings”: la musica diventa un ponte per l’inclusione dei giovani

La Cooperativa Sociale La Speranza di Terni ha ospitato la conferenza finale del progetto europeo Erasmus+, che ha coinvolto circa 50 giovani in quattro Paesi

di ELENA CECCONELLI

TERNI – La musica come linguaggio universale, capace di superare le difficoltà della comunicazione verbale e favorire l’incontro tra le persone. È questo il filo conduttore di “Play me your feelings”, il progetto europeo dedicato alla comunicazione e all’inclusione giovanile, la cui conferenza finale si è svolta presso la sede della Cooperativa Sociale La Speranza, in via delle Terre Arnolfe 33, a Terni.

L’appuntamento conclusivo è stato l’occasione per ripercorrere le attività realizzate e condividere i risultati di un’esperienza che ha posto al centro una domanda fondamentale: come aiutare i giovani a esprimere le proprie emozioni e a costruire relazioni quando comunicare attraverso le parole può risultare difficile? Nato su iniziativa della Cooperativa Sociale La Speranza nell’ambito dei partenariati di piccola scala nel settore della gioventù Erasmus+ KA210-YOU, “Play me your feelings” ha sviluppato un approccio socioeducativo basato su suono, creatività e movimento. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani che incontrano difficoltà comunicative legate a disabilità, bisogni educativi speciali, disturbi specifici dell’apprendimento o situazioni di fragilità sociale. Tra gli strumenti utilizzati durante il percorso figura TouchMe di Playtronica, un dispositivo che, attraverso il contatto con il corpo umano e un software dedicato, trasforma l’interazione fisica in suono. Un’esperienza che consente di esplorare nuove modalità espressive, offrendo un’alternativa alla comunicazione tradizionale e creando occasioni di relazione anche per chi incontra maggiori ostacoli nell’esprimersi verbalmente.

Con il supporto di musicisti, musicoterapisti e operatori, la musica è diventata così uno strumento per sperimentare le emozioni, stimolare la creatività e rafforzare la partecipazione. Il progetto ha puntato, inoltre, a valorizzare il ruolo degli educatori e degli operatori giovanili, promuovendo competenze e pratiche utili a rendere le attività più accessibili e attente alle diverse modalità con cui ciascuno comunica. Per approfondire i risultati dell’esperienza, sono state rivolte alcune domande al gruppo di lavoro del progetto, con l’obiettivo di comprendere le attività realizzate, i cambiamenti osservati nei partecipanti e le prospettive che si aprono dopo la conclusione del percorso europeo. Quali sono i risultati più significativi raggiunti da “Play me your feelings”? Quanti giovani e operatori sono stati coinvolti, quali attività sono state realizzate e quali dati o riscontri avete raccolto sull’efficacia del percorso?«Il progetto ha coinvolto circa 50 giovani under 23 tra Italia, Spagna, Ungheria e Grecia. Insieme a loro sono stati sviluppati laboratori di comunicazione non formale, attraverso dispositivi specifici come TouchMe, che traducono le emozioni del singolo in suono tramite il contatto fisico e l’interazione tra corpo e strumento. Queste attività hanno permesso di sviluppare e potenziare l’espressività individuale, un elemento fondamentale soprattutto per chi vive situazioni di fragilità sociale e psicologica».

Quali cambiamenti avete osservato nei ragazzi che hanno partecipato al progetto, in particolare nella capacità di esprimere le emozioni, comunicare con gli altri e sviluppare relazioni?: «Lo staff del progetto ha rilevato un’evoluzione costante dal primo all’ultimo appuntamento. Innanzitutto, tutti i ragazzi e le ragazze partecipanti hanno concluso il percorso, prendendo parte a tutti gli incontri. Inoltre, all’interno dei laboratori sono state sviluppate attività proposte dagli stessi beneficiari, che si sono resi protagonisti e co-coordinatori del percorso. I giovani hanno mostrato una forte partecipazione e hanno chiesto ulteriori edizioni. Dai loro feedback sono emersi miglioramenti significativi nell’interazione sociale e nella capacità espressiva verbale».

In che modo la musica e strumenti come TouchMe di Playtronica possono aiutare i giovani che incontrano difficoltà nella comunicazione verbale?: «TouchMe è uno strumento che, attraverso il contatto con il corpo umano, rileva l’energia del singolo e, tramite un software dedicato, la trasforma in suono. Questo processo rappresenta un ponte alternativo verso la comunicazione verbale, pensato soprattutto per chi incontra difficoltà relazionali e comunicative. Il suono diventa così un mezzo attraverso cui esprimersi, sperimentare e interagire con gli altri anche quando le parole non sono sufficienti». Dopo la conclusione del progetto europeo, quali prospettive si aprono per il territorio di Terni? Sono previste nuove iniziative o collaborazioni?: «La Cooperativa Sociale La Speranza sta valutando la partecipazione a progetti di dimensioni più ampie, sia a livello europeo sia locale, alla luce dei risultati di “Play me your feelings”, che è stato inserito anche tra le buone pratiche europee in materia». La conclusione di “Play me your feelings” non rappresenta soltanto il momento di restituzione delle attività svolte, ma anche un’occasione per riflettere sul valore di strumenti educativi capaci di mettere al centro la persona, le sue potenzialità e i suoi tempi di comunicazione. Il coinvolgimento dei giovani nella progettazione delle attività, la continuità della partecipazione e i riscontri raccolti dallo staff indicano l’importanza di proporre esperienze in cui ciascuno possa trovare uno spazio per esprimersi e sentirsi parte del gruppo.

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